(Adnkronos) – L’Ue risponde di fatto all’Italia su Schengen e hub rimpatri in Paesi terzi dopo la crisi di Ceuta. Durante il Consiglio Affari Interni informale in videoconferenza di oggi non ci sono state “critiche” nei confronti delle massicce regolarizzazioni di migranti decise dalla Spagna, anche perché “non vediamo al momento un legame diretto tra le regolarizzazioni e gli accadimenti di Ceuta”, dice il commissario europeo agli Affari Interni e alle Migrazioni Magnus Brunner, in conferenza stampa a Bruxelles al termine della riunione.
Tuttavia, aggiunge Brunner, le regolarizzazioni “non sono un buon segnale per il resto d’Europa, proprio no. Capisco che è competenza nazionale e che sono state fatte perché si tratta principalmente di latinoamericani, che parlano la stessa lingua e hanno la stessa cultura, ma il messaggio per il resto d’Europa non è positivo. Proprio no”, sottolinea.
“La Spagna ha confermato oggi, come già detto in precedenza, che praticamente tutti coloro che sono entrati a Ceuta sono ora rientrati. Nessuno ha attraversato il confine da Ceuta verso la Spagna continentale e l’Europa continentale”, conferma il commissario europeo, assicurando che la crisi migratoria di Ceuta ora è “risolta”.
“L’integrità dell’area Schengen è stata preservata – continua – e questo è il risultato di una stretta e costante cooperazione tra Spagna, Marocco e Commissione negli ultimi giorni. E desidero riconoscere e ringraziare chiaramente anche la Spagna e l’amministrazione di Ceuta per aver ristabilito l’ordine e per la stretta collaborazione con il Marocco, per garantire un rapido ritorno alla normalità”.
Brunner afferma che la creazione di hub per rimpatri in Paesi terzi sicuri è “legittima”, per i Paesi che intendono perseguirla, ma occorrerebbe concentrarsi anche sulla possibilità di espletare le procedure di asilo al di fuori del territorio Ue.
“I centri di rimpatrio – dice il commissario europeo – sono stati menzionati da alcuni Stati membri, in particolare da quelli che li stanno predisponendo o che stanno preparando i negoziati con Paesi terzi in merito a questi centri. Il progetto Italia-Albania è diverso. È un progetto italiano. Ma 5 o 6 Stati membri stanno collaborando per discutere con Paesi terzi dei centri di rimpatrio”.
Tuttavia, aggiunge, “volevo sottolineare che, sì, concentriamoci sugli hub di rimpatrio, è legittimo ed è compito degli Stati membri che lo desiderano, ma concentriamoci anche sul concetto di Paese terzo sicuro. Il che significa che la procedura di asilo può effettivamente essere svolta al di fuori dell’Unione europea, laddove il concetto di Paese terzo sicuro lo consente. Entrambe le cose, gli hub di rimpatrio, ma anche le procedure di asilo al di fuori dell’Unione europea sono state menzionate da alcuni Stati membri”.
Il commissario europeo “comprende” la reazione delle autorità italiane, che hanno imposto controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna dopo le immagini del massiccio afflusso di migranti a Ceuta, perché “la gente era preoccupata”. “Capisco in parte questa reazione degli italiani – afferma il politico austriaco, in conferenza stampa a Bruxelles – anche perché la gente è preoccupata. I cittadini europei sono preoccupati, ed è per questo che abbiamo questa possibilità nel Codice delle frontiere Schengen”, quella di reintrodurre controlli alle frontiere interne. “Dobbiamo davvero – prosegue – approfondire la questione ed esaminare i dettagli, ma ovviamente capisco che le immagini che abbiamo visto hanno destato preoccupazione tra i cittadini europei”.
“Ed è per questo, continua Brunner, che “alcuni Stati membri hanno inviato una lettera e hanno preso in considerazione questa possibilità”. In base al nuovo Codice delle frontiere Schengen, ricorda, gli Stati membri “possono eccezionalmente e temporaneamente reintrodurre i controlli alle frontiere interne. E alcuni Stati membri hanno già colto questa possibilità, quando devono affrontare gravi minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza interna. Questo è il caso ora, e stiamo ovviamente verificando se le regole vengono rispettate da tutti”.
Ora, continua, verrà fatta “una valutazione” delle misure adottate”, che devono essere “proporzionate” e “temporanee”. Ora, conclude, “la situazione si è anche evoluta un po’ negli ultimi giorni. Ora c’è più chiarezza. Il governo spagnolo ha confermato che molte persone sono tornate in Marocco. Non era così quando l’Italia aveva in qualche modo espresso le sue opinioni, e ora non ci possono essere ulteriori spostamenti” verso l’Ue, “quindi vedremo”.


















