West Nile, 5 casi nel Mantovano, 1 sintomatico. In Lombardia anche il virus Usutu

MANTOVA – Cinque casi di West Nile nel Mantovano dall’inizio della stagione di sorveglianza 2026. Quattro sono stati scoperti durante i controlli sulle donazioni di sangue, in persone che non presentavano sintomi, mentre uno ha sviluppato la forma neuro-invasiva dell’infezione. Tutti i casi riguardano residenti nel Basso Mantovano.
È il quadro che emerge dall’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, Dipartimento Malattie Infettive, sulla sorveglianza dei casi umani di West Nile e Usutu virus in Italia, aggiornato al 5 agosto. Un dato che acquista particolare rilievo anche alla luce dell’aumento delle infezioni registrato nelle ultime settimane a livello nazionale.

Cinque casi nel Mantovano, quattro scoperti tra i donatori

Nel dettaglio, dei cinque casi segnalati in provincia di Mantova, quattro sono stati individuati grazie agli screening effettuati sulle donazioni di sangue. Si tratta dunque di persone asintomatiche, nelle quali la presenza del virus sarebbe potuta passare inosservata senza i controlli previsti dal sistema di sorveglianza. Il quinto caso ha invece presentato sintomi neuro-invasivi, la manifestazione più grave, anche se molto più rara, dell’infezione da West Nile Virus.
Il virus del Nilo Occidentale è un arbovirus che può infettare l’uomo attraverso la puntura di una zanzara infetta. I principali vettori sono le zanzare del genere Culex.
Nella grande maggioranza dei casi l’infezione non provoca conseguenze evidenti: oltre l’80% delle persone contagiate è infatti asintomatico. Nel restante 20% possono invece comparire sintomi simili a quelli influenzali, tra cui febbre, mal di testa, dolori muscolari e malessere generale. In una quota molto ridotta dei casi, circa lo 0,1%, il virus può interessare il sistema nervoso centrale e provocare forme neurologiche come meningite e meningo-encefalite.
Proprio per questo assume particolare importanza la sorveglianza integrata, che non riguarda soltanto i casi umani ma anche la circolazione del virus nelle zanzare e negli uccelli selvatici. Le evidenze scientifiche hanno dimostrato come il monitoraggio dei vettori e degli animali possa fornire indicazioni precoci sulla presenza del West Nile Virus in un determinato territorio.

In Italia 141 casi confermati e sei decessi

A livello nazionale il numero dei casi è aumentato sensibilmente rispetto al precedente aggiornamento. Dall’inizio della sorveglianza e fino al 5 agosto sono stati segnalati in Italia 141 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo, rispetto agli 84 indicati nel report precedente.
Di questi, 64 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva. Tra questi è compreso anche un caso importato dalle Maldive. Altri 27 casi riguardano persone asintomatiche individuate attraverso i controlli effettuati sui donatori di sangue, mentre 50 hanno sviluppato la febbre da West Nile. In quest’ultimo gruppo è compreso anche un caso importato dal Burkina Faso.
Tra i casi confermati sono stati notificati complessivamente sei decessi, uno dei quali relativo a un’infezione importata.
Nello stesso periodo sono inoltre stati segnalati tre casi di Usutu virus, tutti in Lombardia. Anche l’Usutu è un virus trasmesso principalmente dalle zanzare e appartiene, come il West Nile, alla famiglia dei Flavivirus. Si tratta di un’infezione aviaria di origine africana estremamente rara negli esseri umani. Prende il nome da un fiume dello Swaziland, in Africa meridionale, che scorre vicino alla località del Natal in cui fu effettuato il primo isolamento del virus in una zanzara  Culex. Analogamente alla febbre da West Nile (West Nile fever), l’agente causale è un Flavivirus patogeno per gli uccelli. I due virus differiscono per la frequenza con cui si registrano casi di mortalità negli uccelli e per l’impatto sulla sanità pubblica
Il sistema di sorveglianza assume quindi un ruolo fondamentale non soltanto per individuare tempestivamente i casi più gravi, ma anche per intercettare le infezioni asintomatiche e ridurre i rischi legati alle donazioni di sangue.

Estati più lunghe, cresce il rischio delle malattie trasmesse da zanzare e zecche

A richiamare l’attenzione sull’aumento del rischio legato alle malattie infettive è anche l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Secondo l’agenzia europea, le estati sempre più lunghe e calde stanno creando condizioni favorevoli alla diffusione di alcune infezioni.
A preoccupare non sono soltanto le singole ondate di calore, ma soprattutto temperature elevate che persistono per periodi sempre più lunghi.
Sono quattro, in particolare, le aree considerate di maggiore urgenza dall’Ecdc: le infezioni di origine alimentare, la vibriosi, le malattie trasmesse dalle zanzare e quelle veicolate dalle zecche.
Le stagioni calde e umide più lunghe favoriscono la proliferazione delle zanzare anche in zone nelle quali in passato erano poco presenti o assenti. Dengue, Chikungunya e West Nile stanno così diventando una crescente preoccupazione per la salute pubblica in Europa.

Tra le misure di prevenzione indicate dagli esperti figurano l’utilizzo di repellenti per insetti, indumenti che coprano maggiormente la pelle e sistemi di protezione degli ambienti domestici, come zanzariere e aria condizionata. Importante anche evitare ristagni d’acqua in prossimità delle abitazioni e nei giardini, dove le zanzare trovano condizioni ideali per riprodursi.

Attenzione alle zecche

L’Ecdc richiama inoltre l’attenzione sulle zecche. La stagione durante la quale questi parassiti sono attivi si sta allungando, anche per effetto di primavere e autunni più miti. Le zecche infette possono trasmettere malattie come la malattia di Lyme e l’encefalite da zecche, che in alcuni casi possono provocare complicazioni importanti.

Per chi trascorre tempo nei boschi, nei parchi o in altre aree verdi viene consigliato di indossare pantaloni e maniche lunghe e di controllare attentamente la presenza di eventuali zecche sulla pelle dopo essere stati all’aperto. Contro l’encefalite da zecche è inoltre disponibile un vaccino.