(Adnkronos) – E’ Carmelo Burgio, il candidato di Futuro Nazionale per le elezioni comunali di Milano. Ad annunciarlo è stato oggi, sabato 8 agosto, Roberto Vannacci dal palco della Versiliana, aggiungendo che è “collega,un generale dei carabinieri, un uomo delle istituzioni”, che ha ”dedicato la sua vita all’Italia, alla sicurezza e alla sua patria”. “E’ innanzitutto un paracadutista e quindi è abituato a fare cose che altri non fanno. E’ abituato ad avere successo dove altri falliscono. E’ una persona che ha una grandissima esperienza nel campo della sicurezza. Ha comandato le province di Trapani e Caserta. A Caserta ha lottato assiduamente contro il clan dei Casalesi portando a termine operazioni spregiudicate che gli hanno consentito di raggiungere dei risultati incredibili. E proprio lui ha ottenuto di poter operare con un reggimento paracadutisti in appoggio”.
“E sono convinto che se chiedessimo a Burgio di rastrellare Rogoredo, saprebbe come farlo! Saprebbe come farlo senza bisogno dei consigli del prefetto Gabrielli…”. ”Ho già detto altre volte questa cosa di Rogoredo -ha precisato il leader di Fn- lo ripeto perché per me è un chiodo fisso. E poi passeremo dopo Rogoredo a Scampia o a qualche altra località dove c’è bisogno di far tornare lo Stato in possesso della sovranità”. “Fn è un partito piccolo ma corre come un treno… Visti i risultati raggiunti in pochi mesi nei sondaggi”. ”Penso che sia la prima volta che in Italia si verifichi un fenomeno del genere. Qualcuno diceva il partito dello zero virgola… E qualcuno si dovrà ricredere”.
”Non mi piace prendere in giro le persone. Dove possiamo prendere le risorse? Non ci sono altri modi: o si abbassa la spesa pubblica o si aumentano gli introiti fiscali. Non faccio finanza creativa” dice Vannacci. “Dobbiamo eliminare sprechi, sussidi inutili e controproducenti, che portano avanti la cultura del bivacco. Bisogna rilanciare l’impresa, soprattutto le piccole e medie. Noi vorremmo che l’Italia diventi un paese di tutti ricchi, di tutti proprietari. Vogliamo un’Italia in cui ci sia la voglia di andare avanti, in cui lo Stato non sia più il terzo incomodo nelle attività impenditoriali. Mi paragonate a Berlusconi? Lo prendo come un complimento… Avermi paragonato a Berlusconi è un grandissimo complimento”.
”Noi correremo in tutte le grandi città, a Milano, Roma, Bologna e Napoli. Così come correremo alle prossime politiche e ci presenteremo come Fn. Le alleanze? Le faremo eventualmente prima delle elezioni”. ”I nostri sostenitori e simpatizzanti ci seguono perchè credono innanzitutto nella coerenza di un progetto politico.Credono nella non negozialità di determinate linee rosse. Credono che ci sia qualcuno, che a dispetto delle poltrone e dei giochi di palazzo, porti avanti con serietà un progetto politico. Ecco perchè il pubblico sta aumentando sempre di più ed ecco peerchè molte persone che prima non pensavano alla politica o erano disillusi, stanno prendendo fiducia. Fn va avanti secondo i presupposti che ha fondato. Le persone si accorgono che c’è un punto di riferimento a cui guardare a cui difficile cambiare rotta. Anzi, noi la rotta non la cambiamo mai. Siamo disposti a discutere con tutti. Mi hanno chiesto di un fantomatico mio incontro con Grillo che non è mai avvenuto. Prima si parlava di Renzi poi di Di Battista ora di Grillo. Io parlo con tutti, sono disposto a confrontarmi con tutti ma le mie posizioni restano quelle – conclude Vannacci -. Le mie linee non negoziabili rimangono quelle. Costi quel che costi, vada come vada… Noi siamo la sporca dozzina, noi siamo già falliti, non possiamo fallire ancora, noi possiamo solo avere successo perchè siamo già falliti…”.
“Più che uscire dall’Europa, è possibile modificare i trattati in Europa. Con AfD al 41 per cento e in Francia, dove mi auguro che verrà eletta Marine Le Pen, non siamo tanto lontani dalla maggioranza. Questa Europa è come le sabbie mobili. Ci sta ingoiando a poco a poco. Non parlo di uscire dall’Europa, ma di cambiare il patto di stabilità e il concetto di sovranità degli Stati”.
”Non siamo disposti a negoziare le nostre linee rosse. All’interno di queste linee rosse, pero, siamo disponibili a parlare con tutti e a trovare un’intesa con tutti. Non sono io quello che erige muri, non sono io quello che vuol far cadere questa Nazione in mano alla sinistra…” conclude.

















