BIRBESI (GUIDIZZOLO) – Non sono emersi segni di violenza sul corpo di Ikram Khayari, la ventenne di origine marocchina morta venerdì mattina dopo essere stata colta da una gravissima crisi respiratoria. È questo uno dei primi elementi emersi dall’autopsia eseguita oggi, disposta dalla Procura di Mantova per fare piena luce sulle cause del decesso.
Al termine dell’esame autoptico la salma è stata restituita ai familiari, che potranno quindi procedere con le esequie. Gli accertamenti svolti finora avrebbero dunque escluso la presenza di lesioni riconducibili a episodi violenti, mentre resta ancora da chiarire quale sia stata esattamente la causa della crisi respiratoria che non ha lasciato scampo alla giovane.
Per avere una risposta definitiva sarà necessario attendere la relazione del medico legale, che dovrà mettere insieme gli elementi raccolti durante l’autopsia ed eventuali ulteriori esami. Tra le ipotesi prese in considerazione fin dai primi momenti resta quella di un boccone di cibo andato di traverso, con conseguente ostruzione delle vie respiratorie, ma al momento non è possibile escludere che il malore sia stato provocato da una causa differente.
Ikram viveva da poche settimane con il marito Mohamed, 39 anni, e i suoceri. Dopo il decesso, nell’ambito degli accertamenti coordinati dalla Procura, i carabinieri avevano posto sotto sequestro il piano inferiore dell’abitazione occupato dalla coppia e dai genitori dell’uomo, così da preservare gli ambienti e permettere lo svolgimento di tutte le verifiche ritenute necessarie.
La tragedia si era consumata venerdì mattina, quando la ventenne aveva improvvisamente iniziato ad accusare fortissime difficoltà respiratorie. Era scattata immediatamente la richiesta di aiuto e sul posto erano intervenuti i sanitari del 118, con l’attivazione anche dell’elisoccorso. I tentativi di rianimazione erano proseguiti a lungo, ma ogni sforzo si era rivelato inutile.


















