Inflazione, Mantova corre più dell’Italia: a luglio +3,4% “Preoccupa crisi energetica”

MANTOVA – L’inflazione torna ad accelerare in città e corre più della media nazionale. A luglio l’indice dei prezzi al consumo a Mantova è salito al 3,4% su base annua, tre decimali in più rispetto al 3,1% di giugno. In Italia, invece, nello stesso periodo il dato è sceso dal 3% al 2,9%. Anche il confronto con il mese precedente evidenzia una dinamica più sostenuta nel capoluogo: +0,7% rispetto a giugno, contro il +0,3% nazionale. È quanto emerge dai dati elaborati dall’Ufficio Statistica del Comune e validati dalla Commissione comunale di controllo dei prezzi al consumo.

A spingere verso l’alto il costo della vita sono ancora soprattutto energia e servizi. I beni energetici risultano più cari del 14,3% rispetto a luglio 2025, con un incremento particolarmente marcato per quelli non regolamentati, arrivati al +18,4%. I servizi, complessivamente, accelerano invece dal 3,6% di giugno al 4,5% di luglio. Tra le voci più pesanti figurano i servizi legati all’abitazione, cresciuti del 7,5%, quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona del 5,7% e i trasporti dell’1,9%.

Guardando alle singole divisioni di spesa, nell’arco di un anno gli aumenti maggiori riguardano abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili, con un +7,2%. Seguono ristoranti e servizi di alloggio, rincarati del 6,6%, e l’assistenza alla persona, la protezione sociale e gli altri beni e servizi, in crescita del 4,1%. I trasporti segnano invece +3,7%.

Qualche segnale favorevole arriva dal carrello alimentare. I prezzi degli alimentari nel loro complesso hanno rallentato, passando da una crescita dell’1,1% di giugno allo 0,6% di luglio, grazie soprattutto alla frenata dei prodotti freschi. Rispetto al mese precedente i beni alimentari sono diminuiti dello 0,5%, mentre il cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, registra su base annua un aumento contenuto allo 0,7%.

Le oscillazioni mensili dei singoli prodotti sono però molto ampie. A luglio sono scesi sensibilmente i prezzi di pesche noci e nettarine (-29,6%), angurie (-25,2%), meloni (-21,2%), bietole (-17,9%), pesche (-14,3%) e ciliegie (-14,2%). Sul fronte opposto sono aumentati lamponi (+9,1%), latte ovino e caprino (+8,6%), uva (+7,5%) e cavoli verza (+7%).

La crescita mensile è stata trainata soprattutto dai servizi, aumentati dell’1,3%. In particolare, i servizi ricreativi e culturali hanno segnato +2,4%, incremento al quale, secondo l’analisi comunale, ha contribuito anche il ricco cartellone di spettacoli ospitati in città nella prima metà di luglio. In crescita dell’1,3% anche i trasporti, principalmente per la risalita delle tariffe aeree. Ristoranti e servizi di alloggio, considerati come divisione di spesa, hanno registrato un balzo mensile del 2,9%.

Sui dati interviene l’assessore al Bilancio e presidente della Commissione Prezzi Giovanni Buvoli, che sottolinea la preoccupazione dell’amministrazione per una dinamica inflazionistica che potrebbe proseguire. «Nello scorso mese l’inflazione a Mantova ha segnato un +3,4% rispetto a luglio 2025, rafforzando il trend di crescita che si teme in ulteriore salita», afferma Buvoli, indicando nella crisi energetica, nel quadro internazionale e nelle conseguenze degli eventi climatici alcuni degli elementi di maggiore preoccupazione.

Il problema, sottolinea l’assessore, riguarda direttamente anche i conti degli enti locali, alle prese con il continuo aumento dei costi energetici e di gestione e senza specifici aiuti statali. Buvoli richiama l’allarme dei sindaci italiani, con il rischio che il protrarsi della situazione costringa le amministrazioni a scegliere tra una riduzione dei servizi e un aumento della tassazione. Difficoltà analoghe, conclude, investono anche le imprese, soprattutto quelle ad alta intensità energetica, con il pericolo di nuovi rincari dei prezzi finali.