Suzzara, riapre l’Iveco dopo le ferie. Incognite sull’Opa Tata: lavoratori in allerta

SUZZARA – Domani lo stabilimento Iveco di Suzzara riavvierà la produzione del Daily dopo la pausa estiva, ma il rientro avviene in un clima di forte incertezza. L’Opa di Tata Motors, attesa all’inizio di settembre e destinata a chiudersi entro i primi di novembre, pesa come un’ombra sul futuro dell’azienda e dell’indotto locale.

Secondo quanto comunicato dal Ceo di Iveco Group Olof Persson, il gruppo indiano avrebbe soddisfatto tutte le richieste dell’autorità competente, con l’autorizzazione definitiva prevista entro fine agosto. Una cornice che, almeno sulla carta, dovrebbe garantire un passaggio ordinato: “La solida crescita dei ricavi registrata nel trimestre conferma la resilienza delle nostre attività industriali”, ha dichiarato Persson, sottolineando che gli investimenti sulla qualità “incidono sulla redditività di breve periodo, ma genereranno benefici sostenibili nel lungo termine”.

Il manager ha definito “mirate e positive” le azioni intraprese per rafforzare l’efficienza strutturale del business, convinto che Iveco Group potrà affrontare la nuova fase “come un partner solido e fiducioso nell’ambito dell’operazione di carattere trasformativo con Tata Motors”.

Le incognite del gruppo indiano

Nonostante le rassicurazioni ufficiali, le preoccupazioni non mancano. Le vicende interne al colosso indiano – dalle tensioni tra famiglia e management alle dimissioni eccellenti che hanno scosso la governance – alimentano dubbi sulla stabilità del gruppo e sulla capacità di garantire continuità industriale in Europa.

Le Rsa Iveco stanno monitorando la situazione, mentre la Fiom Cgil chiede un coinvolgimento diretto del Governo. Il segretario provinciale Marco Massari non nasconde le sue perplessità: “In linea di massima la questione Iveco–Tata Motors è tutta da verificare. Abbiamo letto notizie sullo establishment di Tata Motors non molto rassicuranti. Io auspico che il Ministero ci convochi almeno per la chiusura dell’operazione, che ci dia informazioni, garanzie”.

Massari rilancia anche un’ipotesi politica: “Ritengo che una quota il Ministero dovrebbe acquisirla. Sarebbe una scelta giusta”. Un intervento pubblico che, nelle intenzioni del sindacato, servirebbe a blindare stabilimenti e occupazione in una fase di mercato segnata da un forte rallentamento.

L’indotto e i contratti a termine

Il calo della domanda nel settore dei veicoli commerciali sta già colpendo la filiera. “L’indotto è la parte più sensibile a questo calo di produzione”, avverte Massari, che solleva anche un altro nodo: “È da verificare il numero di lavoratori a tempo determinato ai quali non verrà rinnovato il contratto”.

Un segnale che, se confermato, anticiperebbe le prime ricadute occupazionali della fase di transizione.

Un autunno decisivo

Con la ripartenza delle linee produttive e l’avvio dell’Opa, settembre si preannuncia come un mese cruciale per il futuro di Iveco. Tra rassicurazioni ufficiali e timori sindacali, la comunità produttiva di Suzzara guarda alle prossime settimane con prudenza: il destino di migliaia di lavoratori potrebbe dipendere non solo dalle strategie industriali, ma anche dalle turbolenze interne del gruppo che vuole acquisire il marchio.