West Nile, quasi metà dei casi nel Mantovano è neuro-invasiva: picco a fine agosto

MANTOVA – Tre nuovi casi di West Nile virus nel Mantovano in appena una settimana, due dei quali nella forma neuro-invasiva, quella più grave dell’infezione, e uno con febbre. Salgono così a 13 i contagi confermati in provincia di Mantova dall’inizio della stagione di sorveglianza. Il dato emerge dall’ultimo bollettino settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) aggiornato al 26 agosto, che conferma una crescita dei contagi anche sul territorio mantovano.

Nel Mantovano sei casi neuro-invasivi

Nel dettaglio, dei 13 casi registrati in provincia di Mantova, sei pazienti hanno sviluppato la forma neuro-invasiva dell’infezione, mentre quattro persone hanno manifestato la febbre. Altri tre casi sono stati invece individuati attraverso i controlli effettuati sui donatori di sangue e riguardano quindi persone asintomatiche. Rispetto al precedente aggiornamento, dunque, il bilancio mantovano cresce di tre casi: due si aggiungono alle forme neuro-invasive e uno ai casi caratterizzati da febbre.

In Italia 432 casi e 17 decessi

Dall’inizio della sorveglianza al 26 agosto 2026, sono stati segnalati in Italia 432 casi confermati di infezione da West Nile Virus, contro i 312 del precedente report.Di questi, 223 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, compresi tre casi importati: uno dalle Maldive, uno dalla Francia e uno dal Belgio. Sono invece 63 i casi asintomatici identificati nei donatori di sangue, 144 quelli con febbre, tra cui un caso importato dal Burkina Faso, e due i casi con altri sintomi. Tra i casi confermati sono stati inoltre notificati 17 decessi, di cui uno riferito a un caso importato. La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive finora segnalate e confermate, è pari al 7,2%, contro il 13,9% registrato nello stesso periodo del 2025.

Fine agosto, il picco fisiologico dei contagi

I numeri confermano come il virus West Nile subisca un picco fisiologico a fine agosto, a causa delle temperature elevate che accelerano la proliferazione delle zanzare comuni (Culex pipiens) e lo sviluppo del virus al loro interno.L’ultimo bollettino ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) conferma che la circolazione è pienamente attiva, con 432 casi totali e 17 decessi registrati in Italia dall’inizio dell’anno. Rispetto alle settimane precedenti l’incremento è netto: 120 casi in più in soli sette giorni. Nello stesso periodo sono stati segnalati anche 10 casi di Usutu virus: sei in Lombardia e uno ciascuno in Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Piemonte.