MANTOVA – Comicità dissacrante affiancata da una profonda tenerezza umana, questa la sintesi dello spettacolo che Paolo Ruffini ha portato in scena ieri sera sullo sfondo dell’Esedra di Palazzo Te: “Din Don Down – Alla ricerca di (D)io, all’interno del Mantova Summer Festival ha conquistato la città e ha ricevuto un’accoglienza straordinariamente calorosa. Dopo un tour che ha registrato numeri da record, lo spettacolo è approdato a Mantova, davanti a un folto pubblico, più di mille persone che non hanno mancato di sottolineare la performance con fragorosi applausi. Dal palco è andato in scena un mix di leggerezza e riflessione, comicità, battute irriverenti ed esplorazione degli argomenti più delicati della società di oggi. Ruffini abbatte gli stereotipi interagendo con sei attori con disabilità della Compagnia Mayor Von Frinzius, veri e propri co-protagonisti, dando vita a una performance sorprendente tra ironia e brillante improvvisazione. 
Temi complessi come la sindrome di Down e la disabilità, sono stati affrontati senza retorica, le risate si sono intrecciate alle riflessioni, sfidando le convenzioni e invitando il pubblico a interrogarsi su cosa significhi realmente essere “normali”. In apertura Ruffini ha dichiarato “Questo spettacolo accende una luce in un mondo troppo opaco, sarà anche politicamente scorretto, ma va bene così”. Da qui ha preso il via lo show alternando commozione e risate, battute e intermezzi musicali: una performance capace di spronare a superare i pregiudizi e gli stereotipi, guardando alla persona prima che alla sua condizione. Ruffini ha instaurato un dialogo continuo con la platea, regalato al pubblico risate e intrattenimento, combinando la comicità con la profondità, in un’esperienza molto coinvolgente e a tratti commovente. Nel finale, lo show regala un momento di riflessione sul rapporto con l’assoluto, toccando i concetti di fede e spiritualità per approdare a un messaggio universale: l’importanza dell’empatia, della cura reciproca e dell’amore.

















