CASTEL GOFFREDO – Il Quirinale rende omaggio alla memoria di Giovanni Martinelli, il diciannovenne di Castel Goffredo che disse “no” a Hitler e Salò pur di non tradire la patria. A distanza di oltre ottant’anni dalle sofferenze nei lager, la Presidenza della Repubblica ha ufficialmente concesso la Medaglia d’Onore all’ex Internato Militare Italiano. Un riconoscimento che restituisce un nome e un volto a una delle pagine più dimenticate della nostra storia nazionale: quella degli Internati Militari Italiani. L’iter per il conferimento della Medaglia d’Onore è stato promosso dal figlio Elio insieme allo storico di Casaloldo Gian Agazzi: la medaglia sarà consegnata dal Prefetto di Mantova in occasione della Giornata Nazionale degli Internati Militari Italiani.
Nato a Sant’Anna di Castel Goffredo nel 1924, Martinelli si trovava a Rovereto con il 132° Reggimento Artiglieria quando scattò l’armistizio dell’8 settembre 1943. Catturato dai tedeschi, venne deportato nello Stalag VI J di Krefeld, nel cuore industriale del Terzo Reich. Lì fu spogliato dello status di prigioniero di guerra e rinchiuso tra le file degli IMI, una categoria burocratica creata per negare la tutela della Croce Rossa e impiegare circa 700mila soldati come manodopera coatta nelle fabbriche belliche. Aveva compiuto da poco diciannove anni.
Dal 20 settembre 1943 Giuseppe non fu più, tecnicamente, un prigioniero di guerra, fu privato di quello status e trasformato in Internato Militare Italiano, lavorò nelle fabbriche della Ruhr, per oltre un anno: mesi di fame, di freddo, di lavoro forzato al servizio della macchina bellica tedesca. Nonostante i mesi di fame, sfinimento e lavoro forzato, fino alla liberazione nel campo di Dorsten nel 1945, Giuseppe rifiutò ripetutamente la scorciatoia dell’arruolamento nell’esercito della Repubblica di Salò, la via d’uscita che i fascisti offrivano agli IMI disposti a rimettersi la divisa al loro fianco, scegliendo la prigionia pur di restare fedele ai propri valori. Fu quella scelta la vera resistenza di Giovanni. Rientrato a Castel Goffredo soltanto l’8 settembre 1945, vi ha trascorso l’intera vita.


















