Emozioni che diventano arte: a Palazzo Te le opere dei ragazzi de La Quercia

MANTOVA – Dove non arriva la parola e la scrittura, arriva l’arte. Il mondo interiore dei disabili del centro socio-educativo della cooperativa sociale La Quercia è raccontato nella mostra “Io e il mio Personaggio” aperta da questa mattina a Palazzo Te, in uno dei luoghi simbolo della cultura mantovana.
Le opere sono state realizzate dagli utenti del centro al termine di un percorso di arteterapia durato circa due mesi.
La presentazione dell’esposizione si è tenuta stamani allo Spazio Te. Sono intervenuti il presidente di Fondazione Palazzo Te Giovanni Pasetti, la vicesindaca e assessore al Welfare del Comune di Mantova Chiara Sortino, l’arteterapeuta Oriana Papini, il coordinatore del centro “Leonardo” Edoardo Maccari, per la cooperativa La Quercia il presidente Fausto Ferriani e altri operatori e ragazzi.
L’esposizione ha fatto la sua apparizione nei mesi scorsi a Palazzo Gonzaga di Volta Mantovana. Ora arriva in una nuova e prestigiosa cornice culturale con una selezione delle opere più significative. Nell’Appartamento del Giardino di Palazzo Te si possono vedere 14 opere, mentre altre sono esposte nella vicina Grotta.
I giovani partecipanti al progetto hanno attraversato un percorso fatto di scoperta, fiducia e trasformazione, sempre guidati dall’arteterapeuta Papini, in un’esperienza nella quale il processo creativo è diventato uno spazio per esprimere emozioni, pensieri e vissuti. “L’arteterapia – ha osservato Papini – permette di esprimere ciò che spesso non trova parole. Qui il valore è nel processo creativo, nella possibilità di riorganizzare il proprio mondo interno e riconoscersi in ciò che prende forma. Particolarmente significativo è stato il lavoro di gruppo. Quello che inizialmente poteva risultare complesso è diventato progressivamente più fluido, trasformandosi in collaborazione, ascolto e condivisione. Il processo creativo ha così favorito la nascita di legami concreti, rafforzando le relazioni tra i partecipanti e creando uno spazio nel quale ciascuno ha potuto trovare il proprio modo di esserci e di contribuire”. Un ulteriore significato del traguardo raggiunto è stato sottolineato da Maccari. “Questa mostra – ha aggiunto – è molto più di un’esposizione. È il risultato di un cammino profondo e bellissimo. Ogni quadro racconta un pezzo di anima: i ragazzi hanno lavorato con dedizione per dare forma al proprio personaggio interiore, traducendo emozioni e sogni in un linguaggio nuovo”.
L’esperienza artistica portata a Palazzo Te, hanno detto ancora gli organizzatori, ha permesso di creare un incontro tra arte, territorio e accessibilità, offrendo ai ragazzi con disabilità l’opportunità di entrare in relazione con uno dei luoghi culturali più importanti della città e, allo stesso tempo, consentono al pubblico di avvicinarsi al loro mondo attraverso le opere.
La collaborazione tra la cooperativa sociale La Quercia e la Fondazione Palazzo Te continuerà anche in occasione della nuova mostra “Inventare la Natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio”. E’ in programma un altro laboratorio di arteterapia che sarà dedicato al tema “Io e la mia Natura”. La mostra “Io e il mio Personaggio” rimarrà aperta fino al 19 settembre. Info: www.palazzote.it

Fiorenzo Cariola