Fabrizio Lori ritrova il popolo biancorosso: in 200 alla presentazione del suo libro

MANTOVA – Il Mantova di Fabrizio Lori è tornato per una sera ad avere una curva, una platea e soprattutto tanti ricordi da condividere. Circa duecento persone si sono ritrovate al Parco Te per la presentazione di “Non ho sentito la campana”, il libro nel quale l’ex presidente biancorosso ripercorre la propria storia, dagli anni della grande cavalcata dell’Acm fino alle pagine più dolorose della sua vicenda personale.
Una occasione che si è trasformata presto in un incontro tra vecchi amici. C’erano i tifosi che vent’anni fa seguivano il Mantova in giro per l’Italia, ex dipendenti e collaboratori della società, sostenitori di diverse generazioni e naturalmente i familiari di Lori. Al suo fianco anche i figli Dario e Antonio. Ad aprire l’appuntamento sono stati l’assessore comunale allo Sport Stefano Simonazzi e il sindaco Andrea Murari, che hanno ricordato il ruolo avuto dall’ex patron in una stagione rimasta nella memoria collettiva della città.
«Mantova deve esprimere gratitudine a chi ha dato qualcosa di importante alla nostra comunità – ha sottolineato Murari –. È il caso di Fabrizio Lori, che con il suo impegno ha scritto un pezzo di storia della città, grazie al suo amore per Mantova».

Dal sogno della Serie A alle pagine più difficili

Quello raccontato nelle circa 120 pagine del volume è soprattutto il percorso di un uomo che per sei anni ha guidato il Mantova, accompagnandolo in una delle stagioni calcisticamente più esaltanti della sua storia recente. Un sogno che coinvolse un’intera città e generazioni di tifosi che non avevano mai visto i biancorossi spingersi così in alto nel calcio professionistico, arrivando fino a sfiorare la Serie A.
Nel libro trovano spazio le vittorie rimaste nell’immaginario dei tifosi, comprese quelle contro Juventus, Napoli e Genoa, ma anche quanto accadde dopo la retrocessione e il fallimento del club nel 2010.
Il passaggio più intenso della serata è arrivato quando Lori ha letto personalmente il capitolo dedicato al periodo più difficile della propria vita, quello seguito all’arresto del 12 ottobre 2012 e ai 53 giorni trascorsi in carcere. Una lettura affrontata tutta d’un fiato, con la voce che si è spezzata nel momento in cui il racconto ha incrociato il ricordo della madre Romana.

Eminem e quella canzone che ha fatto partire il libro

Lori ha raccontato anche come sia nata l’idea di mettere finalmente per iscritto una storia alla quale pensava da molti anni. Il progetto era rimasto a lungo nel cassetto, fino a quando una mattina una canzone ha fatto scattare qualcosa.
Si trattava di “Lose Yourself” di Eminem, brano legato al film 8 Mile. Da lì la scrittura avrebbe preso improvvisamente velocità: nel giro di una ventina di giorni il libro era praticamente terminato. E proprio la musica di Eminem è risuonata anche al Parco Te, dove Lori non si è sottratto al clima della serata, arrivando a ballare sul palco davanti a un pubblico divertito. Un piccolo “one man show” alternato ai saluti agli ultras, ai ricordi e agli aneddoti di quella lunga favola biancorossa.
Spazio anche all’Accademia Fabrizio Lori e a un curioso parallelo ricordato dallo stesso ex presidente: il terzo posto ottenuto al primo anno nel tentativo di raggiungere la Serie A, proprio come accadde al Mantova nella sua prima stagione tra i cadetti.
Al termine della presentazione Lori è rimasto a lungo con il pubblico, tra fotografie, saluti e le numerose copie del libro da autografare.
«Grazie alla città. Insieme abbiamo vissuto grandi emozioni», ha detto. Una frase che, più di altre, ha sintetizzato il senso di una serata nella quale, almeno per qualche ora, il Mantova di quegli anni è sembrato tornare presente.