MANTOVA – Si alza ulteriormente la tensione sul servizio di pulizia in appalto al “Carlo Poma” di Mantova. I Cobas del Lavoro Privato, attraverso il responsabile provinciale Saverio Confetti, hanno annunciato la conclusione del percorso di collaborazione con Coopservice e hanno contestualmente chiesto alla Prefettura l’avvio della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista per i servizi pubblici essenziali, passaggio che precede l’eventuale proclamazione di uno sciopero.
Alla base dello scontro ci sono le condizioni di lavoro degli addetti alle pulizie e, secondo quanto denunciato dal sindacato, anche la qualità del servizio svolto nei reparti ospedalieri. Cobas inoltre sostiene di avere atteso 14 giorni per ottenere un incontro, fissato per il 16 settembre, mentre nel frattempo alcuni lavoratori che avevano sollevato criticità sulle pulizie sarebbero stati spostati, compresi quelli che, secondo l’organizzazione sindacale, avevano segnalato situazioni non conformi al capitolato. Nel comunicato il sindacato annuncia ora il ricorso alle sedi giudiziarie, eventuali iniziative davanti alla Procura per le questioni ritenute rilevanti per la tutela dei pazienti e la prosecuzione della mobilitazione attraverso manifestazioni e scioperi.
Sono diversi i punti messi sul tavolo da Cobas. Il primo riguarda il riconoscimento del sindacato e della relativa Rsa, con permessi sindacali retribuiti e possibilità di indire assemblee retribuite. Un secondo capitolo riguarda l’organizzazione degli orari per i dipendenti con contratti da 15 ore settimanali: la proposta sindacale prevede una fascia fissa massima di sei ore, indicativamente tra le 6 e le 12 oppure tra le 14 e le 20, con la possibilità di accordi individuali condivisi con il sindacato. Tra le richieste figura anche la costituzione di una commissione congiunta di verifica, formata da due rappresentanti dei lavoratori, due di Coopservice ed eventualmente un rappresentante Asst, chiamata a controllare periodicamente l’effettiva esecuzione e la qualità delle pulizie rispetto al capitolato. Nel documento viene inoltre indicata una specifica questione relativa all’assegnazione di una dipendente al reparto di Cardiochirurgia.
Il sindacato contesta inoltre la regolarità delle buste paga, con particolare riferimento alla corrispondenza tra ore effettivamente lavorate e ore riportate, alla gestione delle assenze per malattia e alle condizioni economiche che, secondo le segnalazioni raccolte da Cobas, sarebbero peggiorate rispetto al precedente appalto. Tra le criticità denunciate figura anche la qualità del servizio in alcuni reparti, che secondo i lavoratori non risulterebbero adeguatamente puliti a causa dell’insufficienza di tempi e risorse assegnate.
Un ulteriore fronte riguarda la mancata consegna delle certificazioni di idoneità alla mansione a due dipendenti. In una comunicazione del 9 settembre Cobas afferma di avere chiesto l’intervento degli enti competenti dopo oltre due mesi di attesa e diversi solleciti rivolti a Coopservice.
Nei giorni precedenti Coopservice aveva invece fatto sapere che un proprio responsabile operativo aveva avuto un primo confronto con il sindacato e aveva ribadito la disponibilità dell’azienda a mantenere “un proficuo percorso di relazioni industriali”, manifestando l’intenzione di avviare un dialogo sui singoli temi. Una posizione che, evidentemente, non è bastata a ricomporre la frattura. Cobas ha quindi chiesto formalmente alla Prefettura di Mantova la convocazione delle parti per tentare la conciliazione ed evitare l’inasprimento della vertenza.


















