MANTOVA – Sarà uno dei momenti in cui il legame tra Ippolito Nievo e Mantova tornerà a farsi più vivo: sabato 12 settembre alle 21, in via Tasso, l’Accademia Teatrale “Francesco Campogalliani” porterà al Festivaletteratura la lettura scenica di “Emanuele”, primo dramma teatrale scritto da Nievo nel 1852, con adattamento di Maria Grazia Bettini e introduzione dello storico Maurizio Bertolotti. L’ingresso sarà libero.
L’appuntamento si inserisce in “Tutto Nievo minuto per minuto”, l’intenso programma con cui il Festivaletteratura del trentennale ha scelto di riportare al centro dell’attenzione Ippolito Nievo, patriota, poeta, narratore, drammaturgo e saggista, protagonista di una vita straordinariamente intensa conclusasi a soli trent’anni. Una figura quasi simbolica per questa edizione: trent’anni è anche il traguardo raggiunto nel 2026 dal Festivaletteratura. Il progetto, curato da Luca Scarlini, attraversa i cinque giorni della manifestazione con incontri, percorsi espositivi, spettacoli nei luoghi mantovani legati allo scrittore e persino letture a bordo degli autobus cittadini.
La Campogalliani nell’anno dell’80°
In questo percorso dedicato a Nievo trova spazio dunque anche la Campogalliani, che torna protagonista del Festivaletteratura proprio nell’anno in cui celebra 80 anni di attività. Una presenza particolarmente significativa per una delle realtà culturali più longeve della città e che anticipa il programma con cui, in autunno, proseguiranno i festeggiamenti dell’anniversario, tra cui la mostra sulla storia dell’Accademia, prevista in ottobre nell’ex chiesa della Madonna della Vittoria. La scelta di rappresentare ‘Emanuele’ proprio in via Tasso non è casuale: la lettura scenica si terrà infatti davanti alla scuola primaria intitolata a Ippolito Nievo, richiamando così anche il profondo rapporto dello scrittore con il territorio mantovano. Tre anni dopo aver scritto il dramma, Nievo raggiunse infatti la casa di campagna della famiglia a Fossato di Rodigo, luogo al quale rimase profondamente legato e dove trascorse lunghi periodi della sua breve vita. Qui maturarono e presero forma diverse sue opere e proprio a Fossato completò la parte finale delle “Confessioni di un italiano”, il suo capolavoro. La villa, ancora oggi esistente, costituisce uno dei luoghi della memoria nieviana nel Mantovano.
Nievo morì nel 1861 nel naufragio del piroscafo Ercole, mentre rientrava da Palermo a Napoli dopo aver partecipato alla Spedizione dei Mille, portando con sé i documenti contabili dell’impresa garibaldina. Aveva appena trent’anni.
“Emanuele”, un testo ottocentesco di sorprendente attualità
La serata della Campogalliani consentirà di riscoprire un’opera poco conosciuta eppure sorprendentemente attuale. Nievo scrisse ‘Emanuele’ poco più che ventenne, negli anni immediatamente successivi ai moti del 1848, affrontando il tema dell’antisemitismo e del difficile cammino verso l’emancipazione delle comunità ebraiche nell’Europa attraversata dagli ideali nati dalla Rivoluzione francese e poi dal Risorgimento. Al centro della vicenda c’è Emanuele, un giovane ebreo molto ricco che cerca di conquistarsi un posto nella società, scontrandosi con pregiudizi, interessi e intolleranze. Ed è proprio questo testo, nato quasi due secoli fa ma capace ancora di interrogare il presente, che la Campogalliani riporterà alla voce e alla scena sabato sera, nel cuore di quel “Tutto Nievo minuto per minuto” con cui il Festivaletteratura prova a restituire al pubblico tutta la modernità di uno degli autori più inquieti, liberi e poliedrici dell’Ottocento italiano.


















