Festivaletteratura, Sarah Lubala racconta le ferite dell’esilio e la forza della memoria

MANTOVA – “Ciò che resta, ciò che ritorna” è il titolo dell’incontro con la poetessa e scrittrice congolese Sarah Lubala intervistata dalla collega Carmen Gallo mercoledì sera nella ex chiesa di Santa Maria della Vittoria nel programma di Festivaletteratura.
“Sono stata cresciuta seguendo il vangelo congolese – scrive nella sua opera “Una storia di sparizione”, pubblicata nel 2025 dalla casa editrice Capovolte -, posso insegnarti come si fa a dimenticare, il posto da cui vieni a venerare l’ampia strada davanti a te, le mani aperte in questo modo: fa che ciascun palmo sia una lettera rivolta al cielo”.
Lubala ha raccontato il suo intenso viaggio nella memoria familiare e sociale, attraversato dalle esperienze dello sradicamento, della migrazione e della violenza storica. Nella raccolta, la narrazione assume la forma di un fiume in cui passato e presente si intrecciano continuamente, dalle sue acque emergono figure femminili, ricordi e storie che sembravano destinate a scomparire. La sparizione, citata nel titolo del libro, non coincide con una cancellazione definitiva: è piuttosto il punto da cui prende avvio una ricerca di voce, appartenenza e continuità. L’autrice è stata capace di tenere insieme una scrittura in equilibrio tra la  dimensione intima e la storia collettiva. Sullo sfondo rimangono le eredità pesanti lasciate dal colonialismo, le fratture dell’esilio e la trasmissione della memoria tra generazioni. Una cura particolare è stata rivolta alla scelta delle fotografie che sono rispettose della dignità delle persone.
La conversazione è stata stimolata dalle domande puntuali di Carmen Gallo. Presentando l’autrice, ha spiegato che è nata a Kinshasa nel 1991. A tre anni fuggì dalla Repubblica Democratica del Congo per l’instabilità politica del Paese. Si è trasferita prima in Costa d’Avorio e poi in Sudafrica. La sua storia di migrazione ha influenzato la sensibilità di autrice. Tutto ciò ha dato vita alla sua prima raccolta di poesie affrontando i temi dello sradicamento, della violenza sessuale, delle ustioni di genere, della malattia mentale e della memoria. Ha vinto la XIV edizione del Concorso Internazionale di Poesia Castello di Duino. È stata anche premiata anche all’Ingrid Jonker Prize 2024 per la migliore opera prima in lingua inglese.
L’evento si è svolto in collaborazione con il Festival Cabudanne de Sos Poetas.

Fiorenzo Cariola