Era convinta che l’anziano che assisteva avesse “un animale nella pancia” e, per questo, avrebbe deciso di sedarlo e “operarlo” in casa con un coltello da cucina. Dopo tre settimane di agonia è morto Antonio “Totò” Reggio, 87 anni, professore di filosofia e storia in pensione, rimasto gravemente ferito nella notte tra il 18 e il 19 agosto nella sua abitazione di Vibo Valentia.
L’uomo era stato trovato privo di coscienza nella camera da letto, con profonde ferite all’addome e bende intrise di sangue. Soccorso dal personale sanitario, era stato trasportato in codice rosso all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia e successivamente trasferito in terapia intensiva a Catanzaro. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime e, nonostante le cure, è morto il 10 settembre.
Sulla vicenda ha indagato la Squadra Mobile di Vibo Valentia. Secondo la ricostruzione degli investigatori, a ferire il professore sarebbe stata la badante ucraina che in quel periodo lo assisteva, già arrestata con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Dopo la morte dell’87enne, l’ipotesi di reato dovrebbe ora essere riqualificata in omicidio.
Gli accertamenti hanno ricostruito uno scenario particolarmente inquietante. La donna avrebbe predisposto nella camera da letto dell’anziano una sorta di rudimentale sala operatoria, somministrandogli sostanze dall’effetto sedativo e utilizzando poi un coltello da cucina per praticargli una profonda ferita all’addome.
Agli investigatori avrebbe spiegato di essere convinta che Reggio avesse “un animale nella pancia” e che fosse quindi necessario intervenire per estrarlo. Durante la perquisizione dell’abitazione, gli agenti hanno sequestrato diversi coltelli, guanti in lattice e flaconi di soluzione salina, materiale che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere stato utilizzato per preparare la presunta “operazione” casalinga. La donna stava sostituendo temporaneamente una connazionale nell’assistenza all’87enne. Aveva iniziato a lavorare nell’abitazione alla fine di giugno e il suo incarico avrebbe dovuto concludersi il 20 agosto, il giorno successivo all’aggressione.


















