Sermide e Felonica, dopo l’ennesimo caso, il sindaco Maestri chiede interventi chiari alle istituzioni

SERMIDE E FELONICA — Il sindaco Edoardo Maestri interviene dopo il nuovo arresto del 29enne marocchino senza fissa dimora, già protagonista di episodi violenti a fine agosto. Una vicenda che, nelle sue parole, «racconta meglio di qualsiasi discorso cosa significhi essere sindaco quando ci si trova davanti a situazioni così complesse».

Maestri ricorda che l’uomo era già stato arrestato il 25 agosto scorso per aver tentato di entrare in tre bar chiusi e per aver aggredito i Carabinieri. «Il processo per direttissima si era concluso con un semplice obbligo di dimora. Due giorni dopo era di nuovo qui».

Da quel momento, spiega il sindaco, è iniziata una gestione quotidiana fatta di segnalazioni, interventi, richieste di aggravamento della misura e valutazioni sanitarie: «I Carabinieri hanno fatto tutto ciò che potevano, il Comune ha cercato soluzioni, la Polizia Locale è stata coinvolta, i sanitari hanno effettuato verifiche. Eppure la situazione è rimasta sostanzialmente la stessa».

“Il problema non può rimbalzare da un’istituzione all’altra”

Maestri sottolinea la difficoltà di spiegare ai cittadini perché, nonostante gli interventi, l’uomo continuasse a circolare sul territorio: «Quando un commerciante ti chiama per l’ennesimo danneggiamento, quando un cittadino ti chiede se davvero non si possa fare nulla, tu devi dare una risposta. Ed è difficile dire che Comune e Forze dell’Ordine stanno facendo tutto il possibile quando gli strumenti decisivi non sono nelle nostre mani».

Il sindaco evidenzia anche le criticità del sistema: il divieto di dimora non rispettato; l’obbligo di dimora disposto successivamente nel Comune stesso; l’impossibilità di un trattamento sanitario; il rimpatrio bloccato per mancanza di documenti.

«Così ci siamo ritrovati punto e a capo, fino all’ultimo episodio che ha portato a un nuovo arresto. Ora speriamo davvero che la situazione possa risolversi».

“I cittadini chiedono solo di vivere e lavorare senza paura”

Maestri rivendica il ruolo del Comune, ma chiede un’assunzione di responsabilità condivisa: «Io non mi sottrarrò mai ai miei doveri. Continuerò a fare tutto ciò che un sindaco può fare. Ma le istituzioni devono lavorare insieme, ognuna usando fino in fondo gli strumenti che ha. Non possiamo accettare che il problema venga semplicemente spostato da un ente all’altro mentre a pagarne le conseguenze sono cittadini, commercianti e imprenditori».

Il messaggio finale è diretto: «Al di là delle procedure, ci sono persone che chiedono una cosa semplice: poter vivere, lavorare e andare nei propri locali senza paura. A loro, le istituzioni devono essere in grado di dare una risposta».