Il CEO di Ryanair sull’incidente al finestrino: “Il passeggero risucchiato? Non merita risarcimento milionario”

(Adnkronos) – Tutti ricordano l’incidente verificatosi lo scorso luglio su un volo Ryanair da Salonicco a Memmingen, quando un passeggero rischiò di essere risucchiato all’esterno dopo che un finestrino si ruppe in mille pezzi. Le immagini drammatiche di quel momento hanno fatto il giro del mondo. Ebbene, la compagnia aerea low cost di origine irlandese ha fatto sapere che contesterà la versione dell’uomo. In particolare, l’amministratore delegato Michael O’Leary ha dichiarato ai giornalisti che il viaggiatore è stato risucchiato “verso” l’apertura, ma non è stato espulso dal velivolo, per cui – come riferisce Good Morning America – non merita milioni e milioni di risarcimento.  

Gli investigatori statunitensi del National Transportation Safety Board stanno esaminando l’incidente (in collaborazione con Boeing) che ha causato gravi lesioni a Ljubisa Karović, 61 anni. L’uomo, che viaggiava con la moglie, è rimasto ferito quando il finestrino accanto a lui è andato in frantumi durante il volo Ryanair dalla Grecia alla Germania, lo scorso luglio. L’avvocato di Karović ha riferito che l’imprenditore è stato riportato all’interno del velivolo dopo che la testa e il braccio destro erano stati risucchiati attraverso l’apertura del Boeing 737 a causa dell’improvvisa depressurizzazione. Ma per O’Leary questa versione non reggerebbe: “E’ certamente stato risucchiato verso il finestrino in circostanze drammatiche, ma non è uscito all’esterno. Nessuna parte del suo viso è uscita dal finestrino né alcuna altra parte del suo corpo”, ha spiegato ai giornalisti.  

Pur sottolineando di non voler minimizzare l’accaduto, l’amministratore delegato ha aggiunto che il passeggero ha diritto a “un certo risarcimento”, ma non a un indennizzo multimilionario, come riportato da ABC News. O’Leary ha inoltre definito la moglie del passeggero “piuttosto delirante” dopo che lei aveva affermato di averlo trattenuto per le gambe per impedirgli di essere risucchiato all’esterno dell’aereo.