MANTOVA – Dopo quattro giornate di campionato e con il Mantova capolista in coabitazione con il Palermo, in casa biancorossa è tempo di tirare le somme sulla sessione di mercato estiva: lunga, estenuante ma anche foriera di soddisfazioni. A parlarne “a cuore aperto” è il direttore sportivo Fabio Brutti.
Un bilancio. “E’ stato un mercato abbastanza tosto, con tanti cambiamenti. Abbiamo continuato il buon lavoro iniziato a gennaio, sempre sulla linea di trovare calciatori funzionali per il calcio del mister. La rivoluzione, se posso chiamarla così, è stata quasi completata al 100%, con più o meno 20 entrate tra riscatti e acquisti nuovi. Tra questi ci sono tre prestiti secchi (Vlahovic, Tomasevic e Chinetti), per il resto sono tutti giocatori di proprietà del Mantova o che lo diventeranno a determinate condizioni. Le uscite sono state 12, ci sono stati calciatori per i quali ci abbiamo messo più tempo, calciatori anche di buoni livello. Ci tengo a ringraziare sia le società che hanno collaborato con il Mantova per le operazioni in entrata, e con le quali abbiamo aperto buone partnership, e anche gli agenti che hanno collaborato nella nostra direzione, capendo il nostro progetto e che andavamo alla ricerca di calciatori da valorizzare.
Obiettivi raggiunti e mancati. “In entrata abbiamo raggiunto più o meno tutti gli obiettivi, a parte uno che sapete bene abbiamo aspettato per mesi e fino agli ultimi 3-4 giorni di mercato ci ho sperato (il riferimento è a Dembélé, ndr). La trattativa più lunga è stata quella di Kouda, ho fatto anche un po’ finta di dimenticarmelo durante l’estate. Però sono stato spesso a Parma e devo ringraziare tanto loro. Lato uscite, siamo arrivati all’ultima settimana con dei calciatori che non facevano parte del progetto tecnico, però anche loro hanno capito, e li ringrazio tutti, che per noi era fondamentale il progetto tecnico di mister Modesto e della società che ha voluto ringiovanire e portare calciatori con margine”.
La squadra che è stata costruita. “Siamo riusciti nell’intento di avere una squadra secondo me, al di là dei valori e dei risultati, che è tra le tre più giovani della Serie B. Questo è un obiettivo importante per il Mantova perché trovarsi con tutti calciatori di proprietà (a parte tre), un patrimonio con un’età media bassa. Qualche obiettivo l’abbiamo raggiunto. Abbiamo cercato di esaudire le richieste del nostro allenatore, che per me è un predestinato ed è un piacere vederlo lavorare. Poi le sue richieste non sono semplici, perché per Modesto ci vuole tutto: si parte dalla tecnica, che vuole dentro il campo, arrivando a calciatori fisici, di velocità, di forza, di capacità di vincere i duelli, ma con tecnica, perché poi vuole giocare. La sua richiesta è stata chiarissima, e questo mi ha agevolato, però poi la ricerca è stata importante per arrivare a tutti gli obiettivi”.
Trimboli e Bragantini ancora in biancorosso. “Qualche retroscena c’è stato quando abbiamo iniziato il 13 di luglio. Subito non è stato semplice per me personalmente, devo dire la verità. Sono due calciatori che insieme al presidente abbiamo deciso di tenere con noi, c’erano delle richieste soprattutto per Bragantini che sono arrivate anche negli ultimi 2-3 giorni di mercato, anche da una squadra di Serie A l’ultimo giorno. Poi è normale che con il calciatore ci devi parlare, gli devi spiegare e io ho cercato di far capire che il Mantova è una società che vuole crescere e che secondo me non era arrivato il momento di cedere i calciatori. Che poi resta un obiettivo della società quello di formare e vendere, ma al tempo stesso resta un obiettivo della società mantenere una squadra competitiva. Insieme al presidente abbiamo pensato che una cessione (Marras, ndr) fosse sufficiente. Per me Bragantini ha ancora molti margini, doveva rimanere ed è rimasto. E’ molto contento e si sta allenando forte, ne sono felice. Simone Trimboli è il capitano e l’anima di questa squadra, parliamoci chiaro. Si è sempre allenato benissimo e dopo i primi tempi anche lui è stato sempre di più dentro il progetto. All’inizio è stato difficile, poi tutto è filato liscio”.
Il rinnovo di Trimboli. “Ci stiamo lavorando in maniera importante. Ci siamo incontrati anche lunedì e contiamo di trovare una quadra presto”.
Il “sacrificio” di Marras. “E’ stata la trattativa più veloce e questo ha aiutato a cedere Tommaso. Il Pisa si è dimostrato convinto da subito, la nostra richiesta è stata chiara: dopo qualche tentativo è arrivata la cifra richiesta e devo dire che la cosa poi si è svolta in breve tempo. Tommaso aveva volontà di andare a Pisa, quindi la cosa ci ha agevolato. E’ logico che per me era un giocatore importante e ci ho pensato insieme al presidente. Poi però l’importante è tenere una società solida, e se Marras mi permette di investire su altri calciatori, secondo me il sacrificio va fatto. Una cessione così ti può permettere di investire su Kospo, su Ilie, eccetera”.
Ruocco ha rischiato di andarsene? “Sì, Ruocco aveva avuto un paio di richieste, però non ho mai voluto pensare di cederlo. Perché? Guardando le partite da fuori, quando lui è stato in campo anche l’anno scorso mi sembrava avesse inciso anche in momenti particolari del Mantova. Questa cosa mi era rimasta dentro. Poi non mi aspettavo un inizio del genere da parte sua”.
Longonda. “L’avevo già visto per la società per cui lavoravo prima, poi è stato visionato e rivisionato dal nostro scouting e messo tra i primi quattro per funzionalità in mezzo al campo”.
Silva è stato acquistato per la posizione in cui gioca adesso? “Ti dico che era una cosa pensata a tavolino col mister. Silva ha una storia particolare: io lo volevo portare al Caldiero dal Torino, faceva la mezzala. Non è venuto e ha avuto ragione, è andato a Crotone e ha fatto l’attaccante esterno e ha avuto un buon campionato. Poi è andato a Padova e per motivi di infortuni ha giocato poco, non ha fatto bene, veniva da una frattura al metatarso e ha avuto vari problemini muscolari. Il mister mi ha detto: guarda, secondo me lui può giocare lì. Non è facile pensare a un piede invertito nella propria metà campo. E’ difficile, se ci pensi. Però nelle idee di Modesto, nel calcio che vuole fare lui, devo dire che è stata una buona intuizione e al momento siamo contenti”.
Il presidente Piccoli. “E’ il fulcro di tutto quello che sta accadendo. Non c’è stato un giorno del mercato che non mi abbia detto vai avanti, fai, non mi ha detto di no a niente per il Mantova. Con la testa, naturalmente, con un budget, però con una spinta e una forza incredibili. Non riesco a pensare a un altro presidente così convinto di poter crescere e voler fare bene”.
Spinaccè. “Sta aumentando di condizione e questa settimana è cresciuto tantissimo. E’ pronto. E’ un calciatore che ha caratteristiche precise: ha forza, ha struttura importante, ha molta resistenza. Ci darà una mano ed è arrivato più o meno a condizione: lo vedremo presto”.
Gli obiettivi? “Salvarci il prima possibile. Ma proprio il prima possibile. Ci sono squadre che si sono rafforzate parecchio. L’obiettivo, senza assolutamente mentire a nessuno, è salvarsi il prima possibile. Ce l’abbiamo tutti in testa. Tutti”.
Un colpo che avresti voluto fare e di quale acquisto sei più orgoglioso. “Forse per la modalità dell’operazione, anche se è fastidioso fare dei nomi, il colpo è quello di Ilie. Un calciatore di cui si parlava poco ma di livello internazionale, che era in una società importante e che ha deciso di venire a Mantova. Le modalità dell’acquisto per il Mantova possono essere buone. Sono felice di aver portato a termine quell’operazione per il Mantova. Il colpo che mi è rimasto un po’ così, forse Topalovic. Per caratura, età e tutto poteva essere un’operazione interessante. E anche per la connessione che aveva con Spinaccè poteva essere attrattiva per il Mantova. Però era partito in tourneé con l’Inter, dovevamo aspettare, aspettare, aspettare, non siamo andati avanti”.

















