Palazzo Ducale svela il Giardino dei Semplici restaurato: riapertura nel fine settimana

Giardino dei Semplici - Palazzo Ducale

MANTOVA – A Palazzo Ducale si concludono i restauri ed è pronto a riaprire il Giardino dei Semplici, il prossimo fine settimana. Nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre lo storico spazio sarà visitabile nell’ambito della manifestazione Interno Verde, per poi rimanere stabilmente accessibile al pubblico. Varcare la soglia del Giardino dei Semplici significa immergersi in un luogo quasi magico, dove la natura regna sovrana nel cuore della reggia gonzaghesca. Il percorso di visita si snoda attraverso il Giardino dei Semplici, il Corridore delle Rimesse, il Portico della Rustica, la Cavallerizza, la Loggia di Eleonora e il Corridore a Lago. L’itinerario tocca da vicino gli ambienti restituiti dai recenti interventi di recupero e offre ai visitatori un’opportunità speciale: non soltanto riscoprire la grandezza storica del complesso monumentale, ma riflettere sulla presenza viva, silenziosa e rigeneratrice del verde all’interno dell’architettura.

I lavori eseguiti sul corridoio affacciato sul Giardino dei Semplici, sono stati realizzati nell’ambito del finanziamento FSC destinato al miglioramento sismico, restauro e valorizzazione del Palazzo, per un importo complessivo di 700.000 euro. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Lares di Venezia, con la progettazione e la direzione dei lavori a cura del professor Paolo Faccio dell’Università IUAV di Venezia.
Affacciato alla Domus Nova verso il Lago Inferiore, Il Giardino dei Semplici fu progettato nel 1603, su invito di Vincenzo I, da Fra Zenobio Bocchi, collaboratore dell’orto botanico di Pisa. Fra Zenobio, seguendo una logica di geometrie e di sottili simbologie vi piantò i “semplici” ossia le piante medicinali da cui il giardino prende il nome. L’area è divisa in quattro grandi aiuole quadrate, al cui centro si trova il tasso considerato l’albero della morte, mentre ai quattro vertici sono piantumati altrettanti melograni, che rappresentano la vita. Nella geometria del giardino ricorre il numero quattro, un rimando alle stagioni, agli elementi, ai punti cardinali.

Planimetria Rustica e Giardino dei Semplici

Nel rigore geometrico del Giardino, la natura si mostra come sapere ordinato e farmaco sapiente, tracciando aiuole che diventano spartiti di terra e memoria. Poco più in alto, sospeso tra la terra e l’acqua dei laghi, il Corridore della Cavallerizza celebra il dominio dello sguardo in dialogo diretto con l’orizzonte liquido della città, mentre nell’abbraccio delle architetture giuliesche della Rustica, il vegetale diventa materia viva, partecipe del divenire naturale.

“Il pastore che guida il gregge attraverso Cecilia, una delle città invisibili descritte da Calvino al Gran Khan, non identifica il paesaggio urbano dai palazzi o dai monumenti, ma dagli insiemi verdi di orti, broli e giardini: autentici calchi in negativo della trama edificata – spiegano da Palazzo Ducale – Questa suggestione suggerisce una chiave interpretativa inedita per rileggere la reggia secondo una diversa prospettiva: la pietra delle architetture gonzaghesche tace e la natura prende la parola, svelandoci il volto segreto del palazzo, la mole monumentale retrocede a fondale discreto, cedendo il passo a una natura che riconquista il centro della scena. Il profilo della reggia gonzaghesca sfuma per lasciar emergere la sua anima segreta, accanto al fasto delle forme architettoniche affiora la dimensione lirica dei suoi vuoti. Ripercorrere il complesso ducale con lo sguardo del pastore significa interpretare una topografia capovolta, dove cortili, logge e gallerie superano la funzione di semplici passaggi per diventare reali cerniere tra il rigore della muratura e il respiro del paesaggio circostante”.