Settimana corta promossa sui bus, ma cresce l’allarme caro carburanti. Apam: “servono risposte urgenti”

Marinoni e Zanetti

MANTOVA – La settimana corta nelle scuole superiori della città sembra aver superato positivamente il primo banco di prova sul fronte dei trasporti. Dall’inizio dell’anno scolastico a oggi sono infatti molto poche le segnalazioni di criticità arrivate dai dirigenti scolastici e dalle famiglie degli studenti e, nella maggior parte dei casi, riguardano il sabato. A fare un primo bilancio sono il presidente di Apam Medardo Zanetti e l’amministratore delegato di Apam Esercizio Graziano Marinoni.

Le criticità arrivano soprattutto da chi va a scuola il sabato

Le osservazioni arrivano infatti soprattutto dalle poche scuole che non hanno aderito alla sperimentazione delle lezioni dal lunedì al venerdì: Liceo Artistico Giulio Romano, Istituti Santa Paola e triennio del Liceo Virgilio. Le richieste riguardano principalmente gli orari degli autobus. Ci sono, ad esempio, ragazzi che il sabato terminano le lezioni alle 12 e vorrebbero poter contare su una corsa poco dopo l’uscita.
Il problema è che l’organizzazione del servizio non può essere modificata sulla base delle esigenze di singoli istituti o addirittura di classi. Il protocollo della sperimentazione, per quanto riguarda il trasporto del sabato, è stato infatti costruito prevedendo l’ingresso a scuola alle 8 e l’uscita alle 13, con corse organizzate di conseguenza.
È un punto sul quale Apam aveva insistito più volte già nelle scorse settimane: orari scolastici, fasce di uscita, organizzazione delle corse individuati non possono essere modificati a seconda di esigenze di singoli istituti. «Questo non significa che, attraverso il confronto con scuole, Provincia e Tpl, non si possano individuare delle modifiche, qualora si capisse che sono necessarie a livello complessivo» spiegano Zanetti e Marinoni.
La stessa disponibilità riguarda la capacità dei mezzi. «Siamo pronti a intervenire – prosegue Zanetti – se dovesse emergere che in alcune situazioni sono necessari autobus più capienti. Del resto è una richiesta che si presenta tutti gli anni». Un’esigenza che generalmente diventa più evidente con l’arrivo della stagione fredda, quando molti studenti abbandonano biciclette e scooter e tornano a utilizzare gli autobus per raggiungere la scuola.
Proprio per verificare come stia funzionando il nuovo assetto, il 29 settembre è previsto un incontro tra i soggetti firmatari del protocollo e Apam. In quell’occasione potrebbe essere già richiesta un’indagine nelle scuole per capire quanti studenti abbiano effettivamente necessità del trasporto pubblico e soprattutto su quali linee. Il monitoraggio servirà anche a valutare gli effetti di una riorganizzazione importante. La settimana corta nelle scuole superiori del capoluogo, articolata dal lunedì al venerdì con la sospensione delle lezioni il sabato, prevede infatti un modello di riferimento sottoscritto da scuole, Provincia e Tpl: ingresso alle 8 e uscita alle 14. Per professionali e tecnici è inoltre prevista una fascia di uscita alle 16 il venerdì.
Un cambiamento che non ha inciso soltanto sugli orari, ma anche sui conti. La nuova organizzazione ha comportato infatti maggiori costi per circa 170mila euro, interamente a carico dell’Amministrazione provinciale.

Caro carburanti, Apam verso l’esaurimento delle riserve di bilancio

Ed è proprio partendo da questi costi aggiuntivi che il discorso si allarga a una questione ben più pesante per Apam: quella del caro carburanti. Per il 2026 l’azienda stima un aggravio di circa un milione di euro, una cifra che rischia di incidere pesantemente sull’equilibrio economico del servizio. Apam ha già lanciato per due volte l’allarme all’Agenzia del Tpl, ma finora senza ricevere risposte. Nel frattempo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stanziato quasi 400 milioni di euro contro il caro gasolio a favore delle imprese di autotrasporto merci e passeggeri, per coprire la spesa sostenuta tra marzo e agosto 2026. Per Apam, però, oltre al danno arriva la beffa. Negli ultimi anni l’azienda infatti ha rinnovato quasi completamente la propria flotta e oggi circa l’80% degli autobus è alimentato a metano. Una scelta virtuosa dal punto di vista ambientale che, paradossalmente, la esclude dai finanziamenti ministeriali, previsti per i mezzi alimentati a gasolio.
Il finanziamento di Apam Esercizio spa deriva in gran parte dall’Agenzia del Tpl (che a monte, quindi transita dalla Regione) dalla quale al momento non sarebbero ancora arrivate risposte.
«Per una questione etica non possiamo ovviamente rifarci sugli utenti aumentando il costo di biglietti e abbonamenti – sottolineano Zanetti e Marinoni –. Ma in questo modo siamo costretti a chiudere il bilancio in perdita e ormai le riserve sono praticamente esaurite, dopo le numerose volte in cui vi abbiamo dovuto attingere negli ultimi anni per far fronte alle varie crisi, dal Covid ai rincari legati alla guerra tra Russia e Ucraina. Così non possiamo andare avanti. Serve subito un tavolo di confronto a livello istituzionale per affrontare la situazione e tentare di trovare una soluzione».

Trasporto pubblico, il nodo è trovare una sostenibilità economica

La questione, partendo proprio dal caro carburanti, riguarda più in generale il sistema con cui viene sostenuto economicamente il trasporto pubblico locale.
Nel territorio virgiliano ad esempio Mantova, Curtatone, Porto Mantovano, San Giorgio Bigarello e Borgo Virgilio sono gli unici Comuni a stanziare direttamente risorse ad Apam, nel loro caso per coprire i costi di gestione della rete urbana. Nessuno degli altri 59 Comuni mantovani ha mai destinato fondi diretti al servizio di trasporto pubblico.
Una situazione analoga, ma non uguale, a quella che si registra nel resto della Lombardia, dove in diverse province è ben più alto il numero dei Comuni che stanziano risorse dirette per il trasporto pubblico. Dalla Provincia, principale azionista di Apam spa, si evidenzia come quello dei finanziamenti al trasporto pubblico sia un tema di natura politica, da affrontare quindi a livello istituzionale. Allo stesso tempo l’ente sottolinea che, a differenza di quanto avvenuto in passato, quando si erano registrati mancati versamenti nei confronti di Apam, negli ultimi anni la Provincia si è fatta carico di 670mila euro, dei quali 170mila destinati proprio a coprire i maggiori costi legati alla settimana corta.
L’orientamento sarebbe ora quello di aumentare questo importo, mettendo a bilancio ulteriori risorse per coprire l’eventuale estensione della sperimentazione della settimana corta anche alle scuole superiori del resto del territorio mantovano.

Apam guarda alla gara del 2027

Il tema della sostenibilità economica del servizio si intreccia anche con le prossime scadenze che attendono l’azienda. Apam ha infatti già da tempo l’attenzione rivolta al 2027, quando verrà pubblicato il bando di gara europeo per l’affidamento del trasporto pubblico locale. Dal 2028 decorreranno poi i nuovi contratti e il nuovo affidamento del servizio.

Nuovi autisti, al via la selezione di 15 conducenti

Nel frattempo l’azienda continua a lavorare anche sul fronte del personale. Nelle ultime settimane è stata avviata la selezione di 15 nuovi autisti, pure per far fronte ai numerosi pensionamenti registrati di recente. La formazione passerà attraverso l’Academy aziendale, che finanzia interamente i costi per il conseguimento della patente D e della CQC, Carta di Qualificazione del Conducente, requisiti obbligatori e altrimenti particolarmente costosi per poter guidare i mezzi del trasporto pubblico.