Furto con destrezza alla Trattoria Lety di Bondeno: ladro in fuga con il complice

BONDENO (GONZAGA) – Un brutto episodio di microcriminalità ha colpito la Trattoria Lety di via Bondeno degli Arduini. Martedì pomeriggio, in piena pausa pranzo, un malvivente si è introdotto all’interno del locale ed è riuscito a compiere un furto con destrezza prima di far perdere le proprie tracce.

La dinamica del furto

Sfruttando un momento di distrazione della titolare, Letizia Zangelmi, impegnata nel bar insieme alle due figlie durante i lavori di riordino del locale, l’uomo si è intrufolato direttamente in cucina. Muovendosi con estrema disinvoltura, ha sottratto il portafoglio della proprietaria, al cui interno vi erano 350 euro in contanti, documenti personali, carte bancomat e un libretto degli assegni.

Accortasi della presenza dell’intruso, una delle figlie della titolare ha tentato di rincorrerlo per fermarlo. L’uomo è tuttavia riuscito a raggiungere all’esterno un complice che lo attendeva in auto a pochi metri dal locale, fuggendo a tutta velocità. La giovane è comunque riuscita nell’immediato a rilevare il numero di targa del veicolo.

L’amarezza sui social e la denuncia

L’episodio ha lasciato profondo sconcerto nella famiglia Zangelmi, che ha affidato ai social il proprio sfogo di fronte all’ingiustizia subita: “Oggi (martedì ndr) è successa una cosa che ci lascia molto rammaricate, per di più di queste cose se ne sentono sempre di più ogni giorno. Dopo giornate di lavoro, di sacrificio, di organizzazione pur di garantire sempre un eccellente servizio al pubblico e non solo, qualcuna/o oggi dal nulla entra nella nostra attività rubando, andando dritto diretto al colpo e conoscendo benissimo i nostri movimenti. Queste sono le ingiustizie, quelle che ti fanno sentire ‘sporco’ in casa propria, nella propria proprietà e attività quando qualcuna/o mette mani nei tuoi sacrifici giornalieri e non solo.”

Ieri pomeriggio la titolare si è recata presso la stazione dei Carabinieri di Gonzaga per sporgere formale denuncia. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti del caso, partendo proprio dal numero di targa fornito per risalire all’identità dei responsabili