Alla Latteria S.Pietro focus sull’agroalimentare: “Dop crescono, chi è fuori soffre. Puntiamo sulla ZIS”

GOITO – Un settore agroalimentare che viaggia a due velocità, con le produzioni Dop capaci di ottenere risultati importanti e le aziende che operano al di fuori dei circuiti di denominazione alle prese con maggiori difficoltà. Ma anche la necessità di investire nell’innovazione, rafforzare la presenza sui mercati internazionali e affrontare il problema del reperimento della manodopera. Sono alcune delle sfide emerse dal focus sull’agroalimentare organizzato oggi, giovedì 24 settembre, dal Circolo delle Imprese Mantova, che ha riunito rappresentanti del mondo produttivo e delle istituzioni alla Latteria San Pietro di Goito.

Al centro dell’incontro, al quale sono intervenuti anche l’eurodeputato Massimiliano Salini, vicepresidente del gruppo PPE al Parlamento europeo, e il presidente della Provincia di Mantova Carlo Bottani, le prospettive di sviluppo di uno dei comparti fondamentali dell’economia mantovana. Ad accogliere gli ospiti Stefano Pezzini, presidente della Latteria Agricola San Pietro e di Confcooperative Agroalimentare Lombardia.

A delineare le priorità del comparto è stato proprio Pezzini, che ha richiamato l’importanza di valorizzare ulteriormente le produzioni locali. «Siamo in un sistema agroalimentare forte, Mantova in particolare ne rappresenta una percentuale fondamentale del sistema lombardo e nazionale», ha spiegato, soffermandosi sulle differenze che caratterizzano soprattutto il settore lattiero-caseario. «Purtroppo abbiamo un sistema che sta andando a due velocità, specialmente nel mondo del latte. Il sistema delle Dop sta viaggiando con grandi risultati, mentre il sistema di chi è fuori dalle Dop sta soffrendo parecchio».

Da qui la necessità, secondo Pezzini, di individuare strumenti capaci di sostenere l’intera filiera, senza lasciare indietro le produzioni che non possono contare sul riconoscimento delle denominazioni d’origine. Due, in particolare, i progetti sui quali si concentra il lavoro del territorio.

Il primo riguarda la Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) dedicata all’agroalimentare della Lombardia orientale, un’iniziativa che coinvolge le province di Mantova, Cremona, Brescia e Lodi. Il percorso per la candidatura congiunta è stato avviato nell’ottobre 2025 e punta a costruire una rete tra imprese, università, centri di ricerca e istituzioni.

«Si tratta di una ZIS che si occupa sia del lattiero-caseario che della filiera suinicola – ha sottolineato Pezzini –. Attorno a questo progetto si possono creare sinergie importanti per la ricerca, l’università e le imprese». Una collaborazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà consentire alle aziende di affrontare con maggiore forza anche i mercati internazionali.

Il secondo progetto è Mantua Food, il sistema di promozione delle eccellenze provinciali attraverso il Distretto del Cibo. L’obiettivo è mettere in rete le produzioni locali e rafforzarne la riconoscibilità, valorizzando il patrimonio di competenze e qualità espresso dalle imprese mantovane. «Cerchiamo di mettere insieme queste due idee, facciamo sistema», ha ribadito Pezzini, indicando nell’integrazione tra innovazione e promozione territoriale una delle strade da percorrere.

Sul fronte europeo, il confronto si è concentrato sulla Politica agricola comune e sulle prospettive del prossimo ciclo di programmazione. Per Massimiliano Salini, il tema centrale non è soltanto la quantità delle risorse disponibili, ma anche il modo in cui vengono distribuite.

«Bisogna innanzitutto riconoscere un modello di sviluppo agricolo che, nel caso della Lombardia e della Pianura Padana in generale, ha delle caratteristiche che non sempre sono state assunte come modello di riferimento per i finanziamenti che la Politica agricola comune assicura», ha affermato l’eurodeputato.

Secondo Salini, le politiche europee hanno spesso privilegiato modelli agricoli più estensivi rispetto a quello lombardo, introducendo vincoli ambientali che non valorizzano adeguatamente la capacità produttiva delle aziende del territorio. «L’Unione europea ha risorse per sostenere adeguatamente l’agricoltura, ma a volte le regole attraverso le quali i fondi vengono assegnati non sono corrette. Per cui si tende a chiedere aumenti di budget. Ma se poi le regole di distribuzione sono sbagliate, si investe male disperdendo risorse». Va dunque definita una Pac maggiormente rispondente alle caratteristiche dell’imprenditoria agricola lombarda, tenendo insieme produttività e sostenibilità.

A chiudere il quadro è stato il presidente della Provincia, Carlo Bottani, che ha richiamato il ruolo delle esportazioni e la necessità di continuare a investire sulla promozione del territorio. «I dati che arrivano dalla Camera di Commercio danno Mantova e la nostra provincia in testa nelle classifiche per quanto riguarda l’esportazione. Noi dobbiamo continuare su questa strada», ha dichiarato.

Per Bottani, Mantua Food rappresenta un contenitore capace di promuovere le eccellenze alimentari, ma anche il patrimonio di conoscenze e competenze che caratterizza il territorio. «Ringrazio in particolare Stefano Pezzini per gli investimenti e per aver creduto nelle potenzialità del progetto».