MANTOVA – Un’importante innovazione terapeutica fa il suo ingresso nella struttura di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova. L’équipe medica ha introdotto l’uso della reoferesi, una tecnica all’avanguardia impiegata in casi selezionati di arteriopatia obliterante degli arti inferiori nei pazienti sottoposti a emodialisi. Il trattamento migliora la circolazione nel microcircolo e previene amputazioni e disabilità invalidanti.
Come funziona la reoferesi
L’arteriopatia obliterante degli arti inferiori è una complicanza severa che colpisce fino al 40% dei pazienti con insufficienza renale cronica allo stadio terminale, portando spesso a ulcere e amputazioni. Se l’angioplastica e i bypass agiscono sui grandi vasi, la reoferesi interviene dove la chirurgia non può arrivare: sui vasi piccolissimi.
«Si tratta di una procedura extracorporea – spiega il direttore del reparto, Giuseppe Mazzola – che filtra il plasma e rimuove selettivamente sostanze ad alto peso molecolare, riducendo la concentrazione di fibrinogeno, lipoproteine e alfa2macroglobulina. La tecnica riduce la viscosità del sangue e migliora la perfusione nel microcircolo, consentendo di trasportare nutrienti e ossigeno ai tessuti e favorendo la guarigione delle ulcere ai piedi».
Il protocollo “Rheopad” e i primi risultati
Il gruppo di studio della Nefrologia di Mantova ha sviluppato il protocollo operativo “Rheopad”, basato sulle linee guida internazionali della American Society of Apheresis (Asfa 2023), definendo cadenze, durata dei trattamenti e test di controllo.
I risultati clinici ottenuti finora nell’ospedale mantovano confermano l’efficacia della metodica:
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Pazienti trattati: Dal marzo 2025 sono stati sottoposti al protocollo 7 pazienti in emodialisi.
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Riduzione del fibrinogeno: Registrato un calo compreso tra il 40% e il 50% sul plasma trattato.
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Guarigione delle lesioni: Su 5 pazienti che presentavano ulcere al terzo stadio, 2 hanno ottenuto la guarigione completa con scomparsa del dolore e incremento del perimetro di marcia (la distanza percorsa a piedi prima dell’insorgere del dolore).
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Miglioramento del tessuto: Nei restanti 3 pazienti si è assistito a un netto miglioramento delle lesioni, con la formazione di tessuto vitale di granulazione.
L’esperienza clinica e la ricerca sviluppata dai professionisti dell’Ospedale di Mantova verranno presentate ufficialmente al panorama scientifico nazionale in occasione del 67° Congresso Nazionale della Sin (Società Italiana di Nefrologia), in programma a Sorrento dal 10 al 13 novembre 2026

















