MANTOVA – Aumenti vertiginosi dei costi di produzione, siccità e impennata delle temperature mettono a dura prova la cerealicoltura mantovana. Al termine delle operazioni di raccolta, i produttori provinciali tracciano un bilancio critico per la filiera del mais, segnata da pesanti rincari dei fertilizzanti e da un costo del gasolio per l’irrigazione quasi raddoppiato (passato da 0,70 €/l a circa 1,50 €/l).
Inoltre, sul fronte del mercato, le quotazioni alla Borsa Merci di Mantova hanno registrato un calo di oltre 100 euro a tonnellata rispetto ai picchi del 2022, rendendo difficile la tenuta economica delle aziende agricole.
Meno di 25mila ettari per la granella: crollo storico
I dati Istat ed elaborati dal settore evidenziano un cambio strutturale della produzione sul territorio provinciale:
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Granella da mais: Se vent’anni fa gli ettari coltivati sfioravano quota 60.000, nel 2026 la superficie è scesa sotto i 25.000 ettari, con una perdita netta di quasi tre milioni di quintali di prodotto.
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Mais ceroso (zootecnico): Ttiene e registra una leggera crescita, raggiungendo quest’anno 34.292 ettari seminati e una produzione complessiva di circa 19 milioni di quintali.
Il trend negativo riflette quello nazionale ed europeo: secondo Assalzoo, in Italia si registra una contrazione del 35%, mentre a livello UE il raccolto effettivo è sceso a 50 milioni di tonnellate rispetto alle 61 attese, toccando uno dei livelli più bassi degli ultimi vent’anni.
Le testimonianze dei cerealicoltori e il valore della qualità
Luca Lombardini (ceralicoltore di Curtatone, 40 etteri a mais) «Lo stress climatico ha inciso pesantemente. Anche il mais appena irrigato il giorno dopo, a causa delle alte temperature, aveva già bisogno di nuova acqua. I terreni più forti e le varietà con la genetica migliore si sono salvati, il resto ha faticato parecchio».
Davide Braccaioli (cerealicoltore di Rodigo, 30 ettari a mais): «Tra caldo ed eventi climatici estremi ho perso parte del mio raccolto, ma nonostante ciò la qualità era buona, senza problemi di tossine. Fare reddito diventa però difficile con la voce costi di produzione che incide notevolmente sui bilanci finali».
Ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova: «Il rischio è che aumenti ancora la nostra dipendenza dalle importazioni estere, con prodotti di qualità senza dubbio inferiori a quelle che siamo in grado di garantire noi. Tutto ciò si tradurrebbe in un insensato aumento dei costi per il sistema Paese e minerebbe la sicurezza alimentare dei consumatori».

















