Spi Cgil Mantova al Vittoriale: visita e lettura critica su d’Annunzio e il fascismo

Lo Spi Cgil di Mantova ha organizzato oggi con successo di partecipazione una gita culturale al Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera.
All’iniziativa hanno partecipato circa 50 persone iscritte o simpatizzanti dell’organizzazione sindacale.
Il Vittoriale è un complesso di edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, giardini e corsi d’acqua eretto nel 1921 sulle rive del lago di Garda da Gabriele d’Annunzio con l’aiuto dell’architetto Gian Carlo Maroni. Oggi è una fondazione aperta al pubblico e visitata ogni anno da circa 300.000 persone.
Sul pullman è stata ricordata la figura storica del poeta Gabriele d’Annunzio e il suo percorso letterario, oltre alle sue opere principali. È stato anche contestualizzato il rapporto tra d’Annunzio e Mussolini e le diverse visioni sul fascismo, l’intervento bellico su Fiume e altri aspetti della storia del tempo. Nel gruppo anche il segretario provinciale Ferdinando Colleoni. La comitiva, accompagnato dalle guide, ha visitato la casa-museo di d’Annunzio, il Teatro all’Aperto, la Nave Puglia incastonata nella roccia e il Mausoleo con la tomba del poeta.
“Visitare il Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera con uno spirito critico e antifascista – ha commentato Colleoni- significa decodificare il mausoleo del Vate come il trionfo del culto della forza, del nazionalismo esasperato e dell’estetizzazione della politica che hanno nutrito il fascismo. Gabriele D’Annunzio ebbe un rapporto complesso e ambiguo con il fascismo, fungendo da precursore e fonte d’ispirazione ma senza mai identificarsi pienamente con il regime o prendere la tessera del Partito Nazionale Fascista”. “D’Annunzio – ha proseguito – fu precursore e insieme rivale di Mussolini; il regime finanziò la sua gabbia dorata per neutralizzarlo politicamente pur sfruttandone il mito nazionalista. Oggi lo Spi ha cercato di farne una lettura critica, rappresentandone la celebrazione di una retorica bellica che l’antifascismo rifiuta radicalmente in nome della pace tra i popoli”.

Fiorenzo Cariola