(Adnkronos) – “La vision di Aifa è affiancare la ricerca clinica all’assistenza, un approccio che porta valore aggiunto, perché chi fa ricerca clinica è un professionista della filiera che dà un valore aggiunto al paziente. Dobbiamo anche garantire un accesso precoce al farmaco. Quando i risultati saranno disponibili è necessario che i pazienti ne abbiano subito i benefici con farmaci efficaci”. Lo ha detto Fabrizio Galliccia, dirigente dell’Ufficio Sperimentazioni cliniche dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), a margine della prima edizione di “RAREvolution – Una finestra sul futuro delle malattie rare”, format che mette in relazione innovazione e organizzazione delle cure, organizzato a Roma da Bistoncini Partners su iniziativa del Centro di Ricerca ImpreSapiens della Sapienza Università di Roma. Galliccia ha citato i dati che collocano l’Italia “al quarto posto in Europa per sperimentazioni cliniche avviate”, con un Paese “in crescita, da 600 a 700 quest’anno”. Una crescita importante perché “la ricerca clinica in alcuni casi è l’unica speranza per pazienti con malattie rare”. L’ufficio, ha spiegato, riceve “moltissime richieste dai pazienti di essere arruolati per ricercare una cura alla propria malattia”. Da qui l’indicazione: “Promuovere la sperimentazione clinica in Italia è un elemento essenziale per la cura delle malattie rare”.
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