Caso Garlasco, la consulenza di Cristina Cattaneo rischia la nullità? Il nuovo nodo legale

(Adnkronos) – La consulenza del medico legale Cristina Cattaneo potrebbe essere nulla? E’ il quesito che potrebbe farsi strada nell’intricata indagine sull’omicidio di Garlasco e diventare il nuovo terreno di scontro tra le difese e chi indaga sulla nuova inchiesta che vede al centro Andrea Sempio. La domanda è legata all’autorizzazione, concessa al medico legale dalla Procura di Pavia per approfondire alcuni aspetti legati all’aggressione e all’orario della morte della ventiseienne. Una concessione che lascia perplessi i legali e che potrebbe portare a sollevare eccezioni ritenendo che le parti andavano avvisate, in quanto attività irripetibili.  

La richiesta della Procura di Pavia a Cattaneo riguarda la consegna di due frammenti di tessuto biologico, i capelli e l’urina della vittima e il suo contenuto gastrico, tutti reperti già analizzati nel corso dell’inchiesta che ha portato alla condanna in via definitiva a 16 anni di carcere di Alberto Stasi. Con un documento inserito nella chiusura indagine su Sempio si dà atto che la Procura autorizza, con un visto datato 29 settembre 2025, i carabinieri del nucleo Investigativo di Milano al ritiro dei reperti, tra cui “il prelievo del campione di bile, conservato presso l’unità di tossicologia forense del Dipartimento di medicina legale di Pavia” e alla successiva consegna all’esperta.  

 

L’analisi su quanto ingerito da Chiara Poggi durante la colazione del 13 agosto 2007 è già stato al centro nel 2009 di una perizia affidata dal gup Stefano Vitelli all’esperto Lorenzo Varetto e ora Cristina Cattaneo è tornata sul punto con l’esame “al microscopio ottico e al microscopio elettronico a scansione” del contenuto gastrico, come si legge nella relazione dello scorso febbraio. Un’analisi “senza inficiare – scrive – l’integrità o la quantità del reperto”. La relazione è un complicato susseguirsi di microscopi, separazione del materiale solido dalla componente liquida, ricongelamento, vetrini e analisi morfologiche. Il risultato è che senza sapere l’orario della colazione, si può soltanto rivelare cosa ha mangiato la vittima ma non da quanto tempo.  

 

“Poi si è proceduto nel pieno rispetto del 359 codice di procedura penale (atti ripetibili)”, scrive nella sua relazione la consulente Cristina Cattaneo, “a effettuare una batteria di esami, sempre ripetibili, sui prelievi effettuati all’epoca (cute, osso, blocchetti in paraffina, vetrini, contenuto gastrico, capelli)” restituendo i risultati ormai noti: l’aggressione è una sequenza “protrattasi per decine di minuti” in cui Chiara Poggi “avrebbe posto in essere atti di difesa quantomeno passiva, senza potersi escludere anche una componente di difesa attiva”.  

La morte della ventiseienne – secondo le nuove indagini immunoistochimiche eseguite dal co-consulente Biagio Eugenio Leone – è avvenuta tra 15-30 minuti, fino a 60 minuti dopo i colpi inferti dall’assassino. Le nuove conclusioni della Procura di Pavia sono ora sotto la lente dei difensori di Andrea Sempio che hanno circa due settimane per poter consegnare ai pubblici ministeri pavesi le controdeduzioni. E, come sempre, anche su aspetti squisitamente procedurali saranno fatte delle riflessioni, prima della richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’indagato accusato di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.