CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – Martedì 6 ottobre il dibattito “Dall’abbandono alle stelle” per trasformare l’ex base NATO del Monte Corna in un osservatorio astronomico. Si riapre il confronto sul futuro dell’ex presidio militare, nella frazione di Grole a Castiglione delle Stiviere, conteso tra degrado e la proposta di trasformazione in un centro di divulgazione astronomica. Martedì 6 ottobre alle ore 17.00 è in programma un nuovo appuntamento promosso da Renato Favro e dal Gruppo cittadini di Grole: l’incontro tornerà ad affrontare il tema della riqualificazione del sito dismesso per convertirlo in un polo di cultura a disposizione dei cittadini di ogni età. Durante il dibattito si riesamineranno la storia dell’area e i dettagli del progetto, alla ricerca di nuove opportunità di sviluppo.
Per anni vissuto come una criticità, il sito si delinea oggi come un’occasione di riscatto territoriale: l’obiettivo è trasformare l’ex base NATO in un osservatorio astronomico aperto alla comunità. Dismesso all’inizio degli anni Duemila e trasferito dal Demanio al Comune di Castiglione delle Stiviere, l’edificio versa attualmente in stato di degrado, ma potrebbe diventare un nuovo spazio pubblico dedicato alla conoscenza del cielo e alla valorizzazione del paesaggio.
Numerosi confronti tra l’amministrazione comunale e la cittadinanza hanno già visto al centro la riconversione dell’ex struttura militare in un polo scientifico e divulgativo dotato di un centro di osservazione. L’intervento permetterebbe di trasformare il Monte Corna in un punto di riferimento per la formazione scientifica, apportando un rilevante valore ambientale e turistico. Il recupero consentirebbe di promuovere la fruizione sostenibile delle colline moreniche, contrastando il degrado e restituendo alla comunità di Grole e all’intero territorio uno spazio sicuro, vivo e proiettato verso il futuro.
Il Monte Corna vanta caratteristiche naturali particolarmente favorevoli per l’astronomia amatoriale: una posizione elevata, un orizzonte libero e un livello di inquinamento luminoso contenuto rispetto ai centri urbani. Condizioni ideali per ospitare telescopi, serate pubbliche di osservazione e iniziative scientifiche. Gli immobili recuperati potrebbero accogliere sale didattiche, spazi espositivi e un punto d’osservazione gestito in collaborazione con le associazioni di astrofili attive tra Mantova, Brescia e Verona. L’osservatorio diventerebbe così un laboratorio educativo per le scuole e un polo d’attrazione per l’astroturismo, capace di attirare visitatori e appassionati da tutto il territorio.


















