MANTOVA – Circa seicento ragazze e ragazzi delle scuole di Mantova e della provincia hanno seguito oggi con grande attenzione l’incontro con Gino Cecchettin al Boccio di Parco Te, dedicato al rispetto e alla prevenzione della violenza di genere. È stata la seconda giornata di confronto con il padre di Giulia, dopo l’appuntamento di lunedì: due mattinate organizzate da Latoumano Aps nell’ambito del progetto Call for W Human e rivolte agli istituti della Rete Eco di Voci.
Il sostegno delle istituzioni al percorso educativo
In apertura sono intervenuti il sindaco Andrea Murari e l’assessore Giovanni Buvoli, presentati dalla dirigente scolastica dell’Itis “Fermi” Marianna Pavesi.
Gli amministratori hanno apprezzato l’iniziativa ed espresso il sostegno alle azioni che possono favorire una corretta informazione sessuo-affettiva tra i giovani nelle scuole. Ha preso la parola anche Paola Pecchini dell’ufficio scolastico provinciale.
Portare nelle scuole una riflessione sul rispetto, sulla dignità femminile e sulla responsabilità di ciascuno nella prevenzione della violenza di genere: è questo l’obiettivo degli incontri con Cecchettin, padre di Giulia, vittima di femminicidio a 22 anni, dedicati alle studentesse e agli studenti del triennio delle superiori appartenenti alla Rete Eco di Voci, rete antiviolenza regionale. Gli eventi sono stati organizzati dall’associazione Latoumano Aps, presieduta da Maria Elena Levoni, presente all’incontro, nell’ambito del progetto Call for W Human, che si avvale anche delle risorse della Rete Eco di Voci, finanziata da Regione Lombardia.
Dal dolore personale al confronto con i ragazzi
Il confronto è entrato nel vivo con le domande di Levoni a Cecchettin, per poi allargarsi agli interventi del folto pubblico. Suscitando molta emozione tra i presenti, Cecchettin ha raccontato la sua vicenda personale, segnata dal dolore per la perdita, in pochi anni, della moglie, della figlia e della madre.
Ha tuttavia deciso di non chiudersi, ma di aprirsi al mondo per portare alle nuove generazioni un messaggio educativo fondato sul rispetto delle persone e sulla crescita umana.
Questi appuntamenti sono stati pensati come occasioni di ascolto e partecipazione: le classi, accompagnate dai docenti, hanno svolto un percorso preparatorio, anche attraverso la lettura di brani del libro “Cara Giulia”, e hanno condiviso le proprie riflessioni con l’ospite. Il dialogo ha offerto l’opportunità di interrogarsi sulle relazioni, sugli stereotipi e sui comportamenti che alimentano la violenza, mettendo al centro il valore dell’educazione e della consapevolezza.
Call for W Human, un percorso per cambiare la cultura delle relazioni
L’appuntamento si è inserito nel percorso di Call for W Human, progetto di sensibilizzazione promosso da Latoumano Aps per contribuire a un cambiamento culturale nel modo di pensare e vivere le relazioni. Attraverso il coinvolgimento della società civile, delle scuole e delle aziende, il progetto promuove il rispetto e il riconoscimento della dignità e della soggettività femminile, mettendo in discussione stereotipi e modelli culturali che perpetuano le disuguaglianze.
Attraverso l’arte, il cinema, le performance, la formazione e il confronto, Call for W Human porta questi temi nel territorio. Nelle scuole si è sviluppata una collaborazione con la Fondazione Giulia Cecchettin, che rappresenta la parte centrale del progetto. «Sono state numerose le scuole secondarie di secondo grado della provincia – ha affermato Levoni – che hanno chiesto di prendere parte agli incontri, a testimonianza di una sensibilità sempre più diffusa verso le tematiche affrontate e dell’esigenza, avvertita dalle comunità scolastiche, di occasioni di confronto e di riflessione su questi temi».
Ai due incontri hanno partecipato complessivamente circa 1.300 studenti, accompagnati dai rispettivi docenti, provenienti dagli istituti del capoluogo e da quelli di Castiglione delle Stiviere e di Ostiglia.
Fiorenzo Cariola

















