Quistello riabbraccia il Concorso “Don Bertoldi”: 31 autori, Wainer Mazza vince nella sezione dialettale

QUISTELLO – La poesia, sia essa nella lingua di Dante o nelle radici profonde del dialetto locale, ha ritrovato il suo palcoscenico al Teatro Lux. Lo scorso 19 settembre, l’inaugurazione del nuovo anno accademico della Libera Università di Quistello ha fatto da prestigiosa cornice a un ritorno molto atteso dalla comunità: le premiazioni del XXV Concorso di poesia “Don Doride Bertoldi”.

Don Doride insieme ad amici quistellesi negli anni ’20

Messa in pausa per qualche tempo, la manifestazione è stata fortemente voluta e riavviata dalla Libera Università – con il patrocinio del Comune e della Pro Loco – proprio per tagliare il traguardo delle “nozze d’argento” (25 anni di attività) e tenere viva la duplice missione del premio: salvaguardare la conoscenza del dialetto e valorizzare la passione per la scrittura in versi.
I numeri di questa edizione della rinascita confermano che il richiamo della poesia è ancora forte. Sono stati 31 gli autori partecipanti, giunti a Quistello da diverse province italiane, che hanno presentato un totale di 58 opere (di cui 14 rigorosamente in dialetto mantovano).

A valutare i componimenti è stata chiamata una giuria qualificata, guidata dal professor Giorgio Moreno Piccinini, che ha decretato i vincitori delle due categorie principali:

  • Sezione in lingua italiana: Il primo gradino del podio è andato al varesino Marco Iemmi con “L’ultima corsa”, un’opera dal forte impatto civile dedicata alla memoria del giudice Rosario Livatino. Al secondo posto Marina Doria (Vercelli) con “L’incendio”, seguita al terzo da Nadia Spadini (Quingentole) con “La neve di maggio”.
  • Sezione dialettale: A trionfare è stato Wainer Mazza di Motteggiana, con la poesia “Va indua at porta al Po”. Medaglia d’argento per Luciana Gobbi (Porto Mantovano) con “Hu parlà da ti”, mentre il terzo posto è andato a Susan Marchini (San Benedetto Po) con “L’Armide”.
    Il momento più toccante della serata è coinciso però con l’assegnazione del Premio speciale dedicato a Giorgio Pini. La figura di Pini – agricoltore, artista poliedrico, ideatore originario del concorso e cittadino quistellese recentemente scomparso – ha aleggiato su tutto l’evento. Il riconoscimento in suo onore è stato assegnato al legnaghese Roberto Gamba per la poesia “Sotto gli alberi vuoti”. In un passaggio denso di commozione, i familiari di Pini hanno consegnato al vincitore un quadro dipinto dallo stesso artista, unendo così in un unico, definitivo abbraccio l’arte figurativa e quella poetica che tanto aveva amato