PEGOGNAGA – Il gruppo consiliare di opposizione di “RiAttiviamo Pego” torna a chiedere con una mozione un’azione congiunta in Regione sul nuovo fotovoltaico a terra a Pegognaga.
“È imminente la realizzazione di un nuovo e imponente impianto fotovoltaico a terra della potenza di 7.772 kW a Pegognaga – spiegano la capogruppo Viola Messori e i consiglieri di RiAttiviamo -: per questo abbiamo depositato una nuova mozione, sottolineando come già nel Consiglio Comunale del 21 novembre 2024, avessimo presentato un documento per chiedere al Sindaco e alla Giunta di farsi capofila, nei confronti di Regione Lombardia, per fermare la proliferazione di tali impianti. In quell’occasione la maggioranza bocciò la proposta, sostenendo che il quadro normativo nazionale vietasse già l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici a terra su suolo agricolo. Alla luce dei fatti e della nuova disciplina sulle aree idonee approvata da Regione Lombardia il 21 maggio 2026 – che nei fatti si sta dimostrando insufficiente a proteggere la vocazione agricola del nostro territorio – la tesi dell’amministrazione viene nettamente smentita dai fatti”.
“Per questo motivo, con una nuova mozione – incalzano -, torniamo a chiedere con forza alla Giunta e al Sindaco di rivalutare e approvare l’indirizzo della precedente mozione, farsi capofila e promotori di un’azione coordinata con tutti i Comuni del Basso Mantovano e con il Consorzio dell’Oltrepò (di cui il Sindaco detiene la delega all’Ambiente), e attivare un tavolo di confronto territoriale immediato con i Sindaci e i capigruppo di maggioranza e minoranza per chiedere unitamente a Regione Lombardia regole chiare, stringenti e realmente tutelanti per il suolo agricolo”.
“Siamo favorevoli alla transizione energetica individuando soluzioni alternative al consumo di suolo agricolo – concludono i consiglieri di opposizione -, ma i fatti dimostrano che la norma non tutela a sufficienza i nostri campi. Non possiamo più permetterci di attendere o rifugiarci dietro alibi normativi: serve una presa di posizione forte e corale di tutto il territorio per difendere la nostra vocazione agricola”.


















