Giornate FAI mantovane, un successo: chiusura a 4.200. Convento di S.Maria conquista il pubblico

MANTOVA – Si chiudono con 4.208 ingressi le Giornate FAI d’Autunno nel Mantovano. Grande successo oggi per la seconda e ultima giornata, che ha registrato 3.080 accessi, aggiungendosi ai 1.128 di sabato. Tra dimore private, chiese e luoghi della memoria, il fine settimana ha offerto l’occasione di conoscere più da vicino il patrimonio di Mantova, Viadana e Castiglione delle Stiviere, entrando anche in ambienti solitamente chiusi al pubblico.

Viadana ha raccolto oltre la metà degli ingressi complessivi: 2.253 nelle due giornate, dei quali 1.580 domenica. L’apertura più frequentata in città è stata quella di Palazzo Marchesi Gardani, con 766 accessi, 536 soltanto nella seconda giornata. Un risultato legato alla possibilità di visitare una dimora privata che custodisce soffitti quattrocenteschi, tavolette dipinte, stemmi e cicli pittorici dedicati alle “Fatiche di Ercole” e alle “Piaghe d’Egitto”. Sale che conservano anche la memoria di ospiti illustri, da San Carlo Borromeo, accolto nel 1575, alla regina Cristina di Svezia, ricevuta nel 1655.

Le altre proposte viadanesi hanno accompagnato il pubblico attraverso aspetti diversi della storia locale. Il percorso Municipio-Sinagoga, dedicato alle tracce della comunità ebraica, ha totalizzato 597 ingressi, mentre la chiesa di Santa Maria Assunta e San Cristoforo in Castello ha raggiunto quota 565. Al MuVi, dove la proposta “Tra libri antichi e antichi tessuti” ha messo al centro il patrimonio conservato negli spazi della cultura cittadina, gli accessi sono stati 325. Tutte le aperture hanno registrato domenica numeri superiori a quelli del sabato.

A Castiglione delle Stiviere il bilancio complessivo è di 1.764 ingressi: ai 414 della prima giornata si sono aggiunti i 1.350 della seconda. A spiccare è il Convento di Santa Maria, che con 800 accessi domenicali risulta il singolo luogo più visitato dell’intero programma mantovano.

Immerso nel paesaggio delle Colline Moreniche, il complesso racchiude testimonianze che vanno dall’epoca romana alla vita conventuale e alla presenza dei Gonzaga. I resti della villa con pavimenti a mosaico, la fonte ipogea, il chiostro e la cappella dedicata a San Luigi Gonzaga compongono un percorso nel quale archeologia, storia religiosa e vicende della famiglia signorile si intrecciano.

Sempre a Castiglione, la chiesa del Convento di San Pietro ha chiuso il fine settimana con 580 ingressi, 350 dei quali domenica. Il Collegio dei Gesuiti, oggi sede del municipio, ne ha registrati 384, con 200 accessi nella seconda giornata. Due aperture che hanno completato il racconto della storia religiosa e civile della città.

Nel capoluogo sono stati invece 191 gli ingressi al percorso comprendente l’antica edicola dei giornali e la chiesa della Madonna del Terremoto: 41 sabato e 150 domenica.

Il fine settimana di visite, realizzato dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI con il contributo dei giovani volontari, ha affiancato alla conoscenza dei luoghi il sostegno alla loro tutela. Le aperture a contributo libero sono infatti anche uno strumento per raccogliere donazioni destinate alle attività di cura e valorizzazione del patrimonio promosse dal Fondo per l’Ambiente Italiano.