Codice della strada, primo via libera: dalle multe alle patenti, ecco cosa cambia

Multe rimodulate in base all’entità delle violazioni, patente da rinnovare ogni dieci anni fino ai 65 anni e stop all’obbligo di portare con sé i documenti cartacei di guida e circolazione. Sono alcune delle novità previste dal nuovo Codice della strada, che ha ottenuto il primo via libera del Consiglio dei ministri. Il provvedimento punta a ridurre diversi importi delle sanzioni, rafforzando al tempo stesso il contrasto ai comportamenti più pericolosi. Le disposizioni non sono ancora in vigore: lo schema di decreto legislativo dovrà completare il percorso previsto prima dell’approvazione definitiva.
La riforma promossa dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene su numerosi aspetti della circolazione: dalle notifiche dei verbali alle competenze degli ausiliari del traffico, dalle assicurazioni alle regole per moto, biciclette e monopattini.

Multe proporzionate alla velocità e importi arrotondati al ribasso

Uno dei cambiamenti principali riguarda le sanzioni per eccesso di velocità, che saranno commisurate ai chilometri orari di superamento del limite, anziché basarsi soltanto sulle attuali fasce. La bozza prevede, in linea generale, dieci euro per ogni chilometro orario oltre la soglia consentita, ridotti a cinque nei contesti urbani con limiti più bassi, come quelli di 30 e 50 km/h. Secondo gli esempi riportati nel testo, su una strada urbana con limite di 50 km/h, una velocità di 61 km/h comporterebbe una multa di 55 euro, mentre raggiungere i 90 km/h costerebbe 200 euro.
Nel complesso, le fasce delle sanzioni amministrative passerebbero da 82 a 21, con importi compresi tra 25 e 40 mila euro. È previsto anche un arrotondamento al ribasso di diversi minimi: quelli di 26 e 42 euro scenderebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelli di 83 e 87 euro verrebbero portati a 80 euro. Il provvedimento contempla inoltre la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione.
Per le multe superiori a 200 euro, accertate con un unico verbale, sarà possibile chiedere la rateizzazione in presenza di condizioni economiche disagiate. Prima della riscossione coattiva dovrà essere inviato un avviso bonario.

Patente e libretto

Patente e carta di circolazione non dovranno più essere necessariamente portate con sé in formato cartaceo: gli organi di polizia potranno verificare i dati attraverso le banche dati nazionali.
Anche i verbali potranno essere redatti e resi disponibili su piattaforme telematiche. Per le notifiche sarà utilizzato prioritariamente il Servizio notifiche digitali, mentre resteranno le modalità tradizionali per chi non dispone di un domicilio digitale.
Un’altra novità riguarda i tempi: per le violazioni accertate a distanza, senza contestazione immediata, il termine ordinario di notifica passerà da 90 a 45 giorni.

Patente decennale fino a 65 anni

La riforma allunga la validità delle patenti del gruppo 1, che comprendono quelle per automobili e motocicli: il rinnovo ogni dieci anni sarà previsto fino ai 65 anni, rispetto all’attuale soglia dei 50. Per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2, relative a camion e autobus, il limite anagrafico sarà innalzato da 68 a 70 anni, con obbligo di verifica biennale. Durante la consultazione è stata affrontata anche la revisione della sospensione breve della patente, introdotta nel dicembre 2024 per determinate violazioni commesse da conducenti con meno di venti punti.

Stretta su assicurazioni e comportamenti pericolosi

Per chi circola senza assicurazione il testo prevede un divieto di circolazione a tempo indeterminato. Sarà inoltre introdotto l’obbligo di assicurazione secondo la disciplina italiana per i veicoli stranieri che circolano nel Paese per più di trenta giorni, insieme a misure per recuperare le sanzioni non pagate dagli utenti stranieri. Pene più severe sono previste per le gare clandestine di velocità: la bozza contempla la reclusione da uno a tre anni e multe da 25 mila a 100 mila euro.
Le sanzioni amministrative potranno aumentare del 20 per cento in determinate circostanze, tra cui la guida in stato di ebbrezza o dopo l’assunzione di stupefacenti, e del 50 per cento in altre ipotesi, come l’utilizzo di documenti falsi o targhe contraffatte. Potranno invece raddoppiare per il mancato arresto all’alt e per le violazioni commesse durante il successivo inseguimento.
Per i parcheggiatori abusivi che impiegano minori, oppure reiterano l’attività dopo una sanzione amministrativa definitiva, sono previsti l’arresto da sei mesi a un anno, un’ammenda da 3 mila a 8 mila euro e la confisca delle somme percepite.
Chi non si ferma dopo uno scontro con danni alle persone riconducibile alla propria condotta rischierà la reclusione da sei mesi a tre anni e il divieto di guida da uno a tre anni.

Nuovi compiti per gli ausiliari del traffico

Gli ausiliari del traffico potranno essere impiegati nella regolazione della circolazione agli incroci e nelle situazioni di congestione. Con una specifica abilitazione, potranno inoltre segnalare o rilevare scontri con soli danni materiali, sulle strade diverse dalle autostrade e dalle extraurbane principali.
La proposta ha suscitato perplessità tra diverse associazioni della Polizia locale, che richiamano la necessità di una preparazione tecnica adeguata per ricostruire la dinamica e individuare le eventuali responsabilità.

Moto, bici dei rider e monopattini

Per i motociclisti viene prevista la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza autostradale in caso di scontri o rallentamenti, insieme a un programma di installazione di barriere salva-motociclisti.
Per i cosiddetti cicli a propulsione, tra cui le biciclette utilizzate dai rider richiamate nella presentazione del provvedimento, sono previsti l’obbligo del casco e del contrassegno. I monopattini elettrici non potranno circolare quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. I Comuni potranno individuare aree di sosta riservate anche sui marciapiedi, lasciando però spazio sufficiente al passaggio sicuro dei pedoni e delle persone con disabilità.

Contrassegno disabili riconosciuto in tutta Italia

Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo, per garantirne il riconoscimento sull’intero territorio italiano. In caso di inadempienza, non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle zone a traffico limitato.
Cambierà anche il linguaggio del Codice, con la sostituzione del termine «incidente» con «sinistro»: una scelta volta a sottolineare che gli scontri stradali possono derivare da comportamenti prevedibili e prevenibili, come velocità eccessiva, distrazione e guida sotto l’effetto di alcol o droghe.

Il percorso prima dell’entrata in vigore

Il via libera del Consiglio dei ministri rappresenta soltanto il primo passaggio. Lo schema dovrà essere sottoposto al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata, che avranno trenta giorni per esprimere i rispettivi pareri, e successivamente alle commissioni parlamentari competenti, con un termine di novanta giorni.
Il percorso potrebbe proseguire fino a marzo 2027. Solo dopo l’adozione definitiva, l’emanazione del presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale le nuove regole potranno entrare in vigore.