Sciopero della scuola, tensione nei cortei: bombe carta, cassonetti bruciati e idranti in azione

Una giornata di sciopero e mobilitazioni ha attraversato la scuola italiana, con docenti e dirigenti in piazza per chiedere salari più equi e cortei studenteschi in diverse città. Le manifestazioni del “No Meloni day” sono state segnate anche da tensioni e interventi delle forze dell’ordine: a Roma un gruppo di manifestanti a volto coperto ha lanciato bottiglie e bombe carta, mentre a Torino la polizia ha azionato un idrante.
La protesta è arrivata al termine di giorni caratterizzati da un’ondata di occupazioni scolastiche, da Milano a Napoli, passando per Torino, Genova, Bologna e Roma.

A Roma il corteo dal Colosseo al ministero

Nella capitale migliaia di studenti hanno raggiunto il ministero dell’Istruzione e del Merito, in viale Trastevere, dove è stato predisposto un ampio dispositivo di sicurezza. Secondo la ricostruzione della questura di Roma, il corteo è nato spontaneamente dopo alcuni concentramenti davanti agli istituti scolastici. Gli studenti si sono poi radunati nell’area del Colosseo, da dove hanno proseguito verso la sede del ministero. Durante la manifestazione un gruppo di persone a volto coperto ha lanciato bottiglie e bombe carta contro le forze dell’ordine e ha utilizzato estintori. La questura ha riferito che la gestione dei momenti di tensione non ha interrotto il percorso del corteo.

Valditara: «Aggressione alle istituzioni e teppismo politico»

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha condannato gli episodi avvenuti davanti al dicastero: «Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico».

Tensioni a Torino, proteste anche a Genova e Bologna

A Torino la polizia ha azionato un idrante contro gli studenti in piazza. Alcuni docenti hanno tentato di proteggere il corteo, mentre otto persone sono state identificate perché a volto coperto. Momenti di tensione hanno accompagnato anche la mobilitazione a Genova. A Bologna diverse scuole sono state chiuse per impedire eventuali occupazioni e anche in città la giornata di protesta ha registrato tensioni.

A Treviso studenti dalle finestre, dieci fermati a Verona

A Treviso alcuni studenti sono usciti dalle finestre di un istituto per unirsi al corteo. A Verona, invece, dieci persone sono state fermate in relazione a episodi di incendio di cassonetti. Le mobilitazioni hanno così affiancato le rivendicazioni salariali del personale scolastico alla protesta degli studenti, in un venerdì che ha portato la scuola nelle piazze di numerose città italiane.

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