Papereneide, compleanno con i paperi per Virgilio all’Accademia Virgiliana

MANTOVA – Per mettersi sulle spalle il destino di un popolo ci vuole un eroe. Per caricarsi anche uno zio con le tasche piene di monete, forse, ci vuole Paperino. Arriverà il 29 ottobre in edicola, fumetteria e libreria il volume cartonato della “Papereneide”, la rilettura disneyana del poema di Virgilio scritta da Francesco Artibani e disegnata da Simona Capovilla.
Un’uscita che a Mantova ha avuto un gustoso prologo il 15 ottobre, quando proprio Artibani è stato ospite dell’Accademia Nazionale Virgiliana, nella sua sede, per una giornata dedicata al compleanno del poeta latino. Festeggiato, questa volta, anche a colpi di nuvolette.
Pubblicata in tre puntate sui numeri di Topolino dal 3677 al 3679, la “Papereneide” si prepara così a riunire in un unico volume edito da Panini Comics il viaggio del suo improbabile eroe, con l’aggiunta di sketch inediti, curiosità e approfondimenti degli autori. Al centro c’è Paperenea, un Paperino al quale gli dei hanno assegnato un compito decisamente superiore alle normali incombenze domestiche: lasciare Troia e cercare una nuova patria. Con tutto quello che può andare storto quando il destino bussa alla porta di un papero.
Basta la scena della fuga per capire come l’epica possa cambiare passo senza perdere il filo. Paperenea viene svegliato dai nipotini Asquinio, Asquonio e Asquanio mentre la guerra di Troia è già in corso: si entra subito nel vivo dell’azione, senza concedere al protagonista nemmeno il tempo di riprendersi dal sonno. Poi tocca mettersi in salvo portando sulle spalle zio Anchisone, riconoscibilissimo nelle sembianze e soprattutto nelle abitudini di Paperone. Il peso, però, ha una spiegazione molto poco solenne: si è riempito le tasche di monete. E si è perfino finto impossibilitato a camminare pur di non rovinarsi i calzari durante la fuga. La pietà dell’eroe deve fare i conti anche con la parsimonia del passeggero.
È anche attraverso questi rovesciamenti che il fumetto riesce ad avvicinare i grandi classici ai lettori. Il viaggio, il distacco dalla propria terra, la memoria e la ricerca di un futuro restano il motore della storia; a cambiare sono il linguaggio, il ritmo e il punto dal quale scatta la risata. E un personaggio come Paperino, con la sua familiarissima capacità di ritrovarsi nei guai, può rendere meno distante persino un eroe troiano.

Da Virgilio a Paperopoli, i classici parlano a tutte le età

Di questo incontro tra letteratura e invenzione Disney Artibani ha parlato nel pomeriggio del 15 ottobre, durante l’appuntamento aperto alla cittadinanza che ha richiamato un pubblico numeroso. Dopo il saluto del presidente dell’Accademia, Roberto Navarrini, lo sceneggiatore ha proposto l’intervento “I classici a fumetti: da Dante a Virgilio nelle storie Disney”, accompagnando i presenti dentro un mondo nel quale i capolavori della letteratura possono cambiare protagonisti e conservare una sorprendente vitalità.
Perché, come ha spiegato lo sceneggiatore rispondendo alle domande del pubblico, l’età media di chi legge Topolino si è alzata negli ultimi decenni. Molti bambini di ieri sono diventati adulti senza interrompere la frequentazione di Topolinia e Paperopoli. Hanno cambiato abitudini, lavoro e magari occhiali, ma al settimanale sono rimasti affezionati.
«Obiettivo del giornale è quello di essere letto da tutti», ha sottolineato Artibani. Un lettore adulto può cogliere nei nomi, nelle citazioni e nei rimandi letterari sfumature che a un bambino sfuggono; il bambino, intanto, deve poter seguire l’avventura e divertirsi. La stessa storia offre così più livelli di lettura, senza chiedere all’ingresso la carta d’identità o un’interrogazione sull’Eneide.

Un papero, due caratteri: la scuola italiana e quella americana

Nel confronto è emerso anche il ruolo della scuola italiana Disney, alla quale appartiene la tradizione delle grandi parodie letterarie richiamate durante l’incontro. Una tradizione che ha dato ai personaggi caratteri e accenti propri, a cominciare proprio da Paperino.
Artibani ha illustrato le differenze tra il papero dei fumetti italiani e quello delle storie americane classiche. Nella versione italiana si sono accentuati la pigrizia, l’indolenza e il rapporto disastroso con la fortuna, insieme a un cuore d’oro che finisce regolarmente per prevalere. Un uomo medio con il becco, insofferente alle fatiche ma capace di slanci generosi. Nelle avventure americane, invece, Paperino mostra spesso energia e abilità, affronta nuovi mestieri e si lancia nelle imprese: a compromettere il risultato arrivano il temperamento irascibile, la sfortuna o una micidiale combinazione dei due.
Forse anche per questo affidargli il ruolo di Enea funziona: sotto il peso di una missione enorme, resta un protagonista del quale si riconoscono subito debolezze e ostinazioni. E il lettore può seguirlo verso una nuova patria sorridendo delle sue disavventure, prima ancora di accorgersi di essere entrato in un poema antico.

A scuola con Anchise e gli studenti del Belfiore

Un ponte con i classici che, nella mattinata, era stato al centro anche di “A scuola con Anchise”, l’appuntamento riservato alle classi 4D e 5D del Liceo scientifico Belfiore. Accompagnati dalle docenti Elena Scarpanti e Sabina Casarini, gli studenti hanno dialogato con Artibani nell’incontro coordinato da Mauro Lasagna. La giornata organizzata dall’Accademia ha così coinvolto prima i ragazzi e poi la cittadinanza, mettendo in comunicazione generazioni diverse attraverso la letteratura e il fumetto.
A Mantova, nel giorno del compleanno di Virgilio, il dialogo tra il poeta e i paperi ha trovato un pubblico pronto ad ascoltarlo. Dal 29 ottobre toccherà ai lettori voltare pagina e mettersi in viaggio con Paperenea. Con un’accortezza: prima di offrire un passaggio ad Anchisone, meglio controllargli le tasche.