Gli ex dipendenti, sfruttando l’accesso privilegiato ai server aziendali, avevano individuato preventivamente quattro biglietti vincenti inviati nelle ricevitorie italiane: due con il premio massimo da 7 milioni di euro e altri due da 5 milioni ciascuno. I tagliandi venivano poi acquistati da parenti e conoscenti, eliminando del tutto la componente di casualità del gioco e sottraendo allo Stato vincite che in condizioni normali avrebbero potuto anche non essere mai riscosse.
I sigilli sono scattati su 25 immobili (tra appartamenti, villette, garage e cantine) sparsi nelle province di Roma, Viterbo, Treviso, Taranto, Grosseto e Reggio Calabria, oltre che su 5 veicoli tra auto e moto e diversi conti correnti.
Sarà ora la Camera di consiglio a valutare se confermare o revocare il blocco prima della conclusione del processo.
– Foto: Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).















