La tragedia si è consumata poco prima delle 9, al chilometro 118 della linea ferroviaria Madrid-Siviglia, in un tratto compreso tra le località di Mora, Orgaz e Urda, nel territorio comunale di Los Yébenes, in provincia di Toledo. A scontrarsi sono stati un treno AVE della compagnia nazionale Renfe, partito da Madrid e diretto a Siviglia, e un convoglio dell’operatore privato Iryo. Secondo le prime ricostruzioni fornite dal Ministero dei Trasporti spagnolo, il treno Renfe avrebbe tamponato quello di Iryo, provocando il deragliamento di due vagoni, finiti diversi metri più in basso rispetto alla sede ferroviaria.
Secondo il bilancio comunicato dal governo regionale di Castilla-La Mancha, sono almeno 30 le vittime accertate, ma la situazione è in continua evoluzione. Alcune testate spagnole riportano stime più elevate, comprese tra 39 e 49 morti, che non risultano ancora consolidate in un bilancio ufficiale. Si parla inoltre di oltre 150 feriti, alcuni dei quali in condizioni gravissime. La portavoce del governo regionale, Esther Padilla, ha confermato che tutti i feriti sono stati evacuati dai convogli e che i soccorritori stanno procedendo al recupero delle persone decedute. Le autorità temono che il numero delle vittime possa ulteriormente aumentare.
Sui due treni viaggiavano centinaia di passeggeri. Secondo i dati forniti dalle autorità regionali e riportati da El País, sul convoglio AVE 2080 di Renfe erano presenti 397 persone, mentre sull’Iryo 6076 viaggiavano 146 passeggeri e un neonato. L’incidente ha provocato il deragliamento delle ultime due carrozze del treno Iryo, finite lungo il terrapieno che costeggia la linea ferroviaria.
Le testimonianze dei sopravvissuti restituiscono la violenza dello scontro. Miguel Ángel Pérez Laguna, che viaggiava su una delle ultime carrozze dell’AVE, ha raccontato a Capital Radio di aver avvertito un impatto violentissimo, nonostante si trovasse nella parte posteriore del convoglio. Secondo il suo racconto, alcune parti della struttura del treno Iryo sarebbero state scagliate in aria dalla forza della collisione. Un altro passeggero, intervistato da Cadena SER, ha descritto una frenata improvvisa che avrebbe fatto cadere diverse persone nei corridoi. I testimoni hanno riferito di passeggeri feriti, persone intrappolate tra le lamiere e scene di disperazione immediatamente successive all’impatto.
Imponente la macchina dei soccorsi, attivata pochi minuti dopo l’incidente. Il governo di Castilla-La Mancha ha disposto alle 9.15 l’attivazione del piano territoriale di emergenza Platecam, mobilitando vigili del fuoco, Protezione civile, Guardia Civil e personale sanitario. Sul luogo dello scontro sono arrivati i pompieri dei distaccamenti di Orgaz e Alcázar de San Juan, tre elicotteri sanitari e diverse unità mobili di terapia intensiva. È stato allestito anche un posto medico avanzato per prestare le prime cure ai feriti e stabilire le priorità nei trasferimenti ospedalieri.
In supporto ai soccorritori locali sono intervenute anche le unità militari di emergenza spagnole, mentre la Guardia Civil ha mobilitato specialisti in grandi catastrofi, investigatori e personale per il riconoscimento delle vittime. Gli ospedali di Toledo, Alcázar de San Juan e Madrid sono stati allertati per accogliere i feriti, molti dei quali con traumi multipli. Anche l’Andalusia ha inviato ambulanze medicalizzate e mezzi logistici. Le autorità sanitarie hanno rivolto un appello alla popolazione affinché si rechi nei centri ospedalieri per donare sangue.
Resta da chiarire l’esatta dinamica della tragedia, anche se le prime informazioni degli investigatori indirizzano l’attenzione verso un possibile errore nella gestione della circolazione ferroviaria. Secondo quanto riferito da El País sulla base di fonti del Ministero dei Trasporti, prima dell’incidente si sarebbe verificata un’anomalia nel sistema di sicurezza della linea, che avrebbe imposto l’arresto di diversi treni. Successivamente sarebbe stata autorizzata la ripartenza dei convogli, ma quello di Iryo sarebbe rimasto fermo sui binari.
Sempre secondo questa ricostruzione preliminare, dal centro di controllo ferroviario di Atocha sarebbe arrivata erroneamente l’autorizzazione a proseguire per il treno Renfe, nonostante la presenza dell’altro convoglio sulla stessa tratta. L’AVE avrebbe così raggiunto e tamponato l’Iryo a una velocità ancora da stabilire. Si tratta tuttavia di un’ipotesi investigativa e non di una causa definitivamente accertata. Saranno gli approfondimenti tecnici e giudiziari a chiarire eventuali responsabilità, il funzionamento dei sistemi di segnalamento e le comunicazioni intercorse tra i macchinisti e il centro di controllo.
Pesantissime anche le ripercussioni sulla circolazione ferroviaria. Adif, la società pubblica che gestisce le infrastrutture ferroviarie spagnole, ha disposto l’immediata sospensione del traffico sull’intero collegamento ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia, in entrambe le direzioni. Più di cento treni sono stati coinvolti dalle cancellazioni e dalle interruzioni, mentre Renfe ha attivato le procedure per consentire ai viaggiatori di modificare o annullare i propri biglietti. Al momento non sono disponibili indicazioni certe sui tempi necessari per ripristinare il servizio.
La tragedia ha provocato un’immediata reazione delle istituzioni spagnole. Il presidente del governo, Pedro Sánchez, ha espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime, assicurando il coordinamento tra le amministrazioni coinvolte. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha interrotto gli impegni istituzionali per raggiungere il centro di controllo ferroviario di Atocha e seguire direttamente gli sviluppi dell’emergenza. Anche re Felipe VI ha manifestato profonda preoccupazione e ha contattato il presidente di Castilla-La Mancha, Emiliano García-Page, per informarsi sull’accaduto. Diverse forze politiche hanno sospeso gli appuntamenti della campagna elettorale.
Dall’Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà al popolo spagnolo e ha comunicato che il Consolato generale italiano a Madrid è al lavoro per verificare l’eventuale presenza di connazionali tra le persone coinvolte. Non risultano, al momento delle prime comunicazioni, conferme ufficiali di cittadini italiani tra le vittime.
Il disastro di Toledo riapre inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza ferroviaria in Spagna, a poco più di nove mesi dalla tragedia del 18 gennaio scorso ad Adamuz, in provincia di Cordova, dove un altro gravissimo incidente tra treni ad alta velocità aveva provocato 46 morti. Anche in quell’occasione erano rimasti coinvolti convogli Renfe e Iryo. Il nuovo scontro, avvenuto lungo uno dei principali corridoi ferroviari del Paese, pone nuovamente interrogativi sui sistemi di prevenzione, sulle infrastrutture e sulle procedure di sicurezza.

















