Il 75% dei giocatori ha accusato problemi al cervello, lo studio che preoccupa la NFL

(Adnkronos) –
Il 75% dei giocatori di football americano ha accusato problemi al cervello. È il risultato di un nuovo studio portato avanti dalla Boston University, che ha preso in esame oltre duemila ex giocatori morti tra il 2008 e il 2023, per accertare quanti di loro avessero ricevuto una diagnosi di Encefalopatia Traumatica Cronica (CTE). Si tratta di una malattia neurodegenerativa progressiva che può essere causata da ripetuta ripetuti traumi cranici o commozioni cerebrali, molto comuni negli sport di contatto, e che da anni è al centro delle attenzioni della National Football League, la principale lega di football americano statunitense. 

Lo studio è partito da una precedente ricerca condotta dalla stessa università, che ha stimato come una percentuale tra il 25% e il 98% degli ex giocatori NFL morti tra il 2016 e il 2021 soffrisse di CTE. Una ricerca pubblicato sul New York Times aveva invece riportato come un giocatore di football su 4 finisca per accusare lesioni al cervello. Questi dati sono alla base dello studio, che ha però premesso come la condizione possa derivare anche da altre patologie che hanno contribuito alla morte degli ex giocatori presi in esame: “Molti casi potrebbero essere stati in fase iniziale al momento del decesso e forse asintomatici”, si legge nella pubblicazione. 

“Fornire una stima precisa della prevalenza della CTE tra i giocatori NFL deceduti aiuta a definire la portata del problema e a stabilire le priorità per le potenziali esigenze mediche attuali e future di questa comunità”, ha dichiarato Julia Gallini, autrice principale e dottoranda presso la Boston University School of Public Health, in un comunicato stampa, “considerato che la CTE viene riscontrata in meno dell’1% dei donatori alle banche del cervello, la prevalenza stimata del 75% tra i giocatori della NFL deceduti in un periodo di 16 anni è preoccupante e suggerisce la necessità di intensificare gli sforzi per supportare le famiglie, diagnosticare la CTE in vita e trattare i sintomi correlati”.  

I ricercatori hanno analizzato oltre duemila casi, 2362 per la precisione, tra cui 396 giocatori che hanno donato il proprio cervello, prendendo in esame anche i dati di ulteriori 1966 presenti nel National Death Index. La maggior parte dei cervelli dei donatori esaminati apparteneva proprio ad ex giocatori della NFL, che erano deceduti in giovane età, e circa il 94% dei loro cervelli presentava Encefalopatia Traumatica Cronica. 

Il tema della CTE è molto attuale per la NFL, che “si impegna costantemente per rendere il gioco del football più sicuro, anche attraverso l’implementazione di strategie per ridurre le commozioni cerebrali e gli impatti alla testa”, aveva dichiarato la lega in un comunicato ad ABC News, “la NFL resta impegnata a garantire che la sua comunità abbia accesso a una serie di risorse solide e in continua espansione per migliorare il proprio benessere fisico e mentale”. 

Lo studio è stato accolto con preoccupazione dal sindacato che rappresenta i giocatori, la NFL Players Association: “Studi come questo sono fondamentali per migliorare la nostra comprensione degli effetti a lungo termine del football americano”, ha dichiarato il sindacato a ANC News, affermando che bisogna “impegnarsi a sostenere la ricerca scientifica, investire in risorse che favoriscano il benessere fisico e mentale dei giocatori e ampliare l’accesso alle cure affinché possano beneficiare di migliori risultati in termini di salute durante e dopo la loro carriera agonistica”.