Manovra, Aceti (Salutequità): “3,4 miliardi non bastano a coprire tutte le necessità del Ssn”

(Adnkronos) – Il presidente di Salutequità chiede chiarezza sulle risorse previste dalla legge di Bilancio: “Bisogna capire se i 3,4 miliardi in più stanziati per il Servizio sanitario nazionale rappresentino nuovi fondi o includano aumenti già previsti negli anni precedenti”, afferma all’Adnkronos Salute Tonino Aceti, secondo il quale “le risorse rischiano di non essere sufficienti nemmeno a coprire i disavanzi delle Regioni e a sostenere la sanità dopo il Pnrr”. “In attesa di conoscere il testo definitivo, dobbiamo capire se i 3,4 miliardi rappresentino un aumento effettivo e ulteriore rispetto ai finanziamenti previsti lo scorso anno, oppure se comprendano anche gli incrementi già stabiliti negli anni precedenti”, ribadisce Aceti. Ma anche se si trattasse interamente di nuove risorse, osserva, “la cifra sarebbe esattamente la metà rispetto a quanto richiesto dalle Regioni e cioè 6,8 miliardi per il 2027”.  

Il problema è come distribuire i fondi tra le diverse esigenze. Aceti richiama, in particolare, due necessità: “Coprire i disavanzi accumulati dalle Regioni nella gestione della sanità e garantire risorse adeguate al Ssn per far funzionare la sanità costruita con il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il disavanzo sanitario regionale, ante coperture, secondo la Corte dei conti è pari a 2,3 miliardi nel 2025, mentre la Ragioneria generale dello Stato avrebbe indicato la necessità di ulteriori 1,3 miliardi per sostenere la sanità pubblica nella fase successiva al Pnrr. Sommando queste due esigenze, si arriva a circa 3,6 miliardi di euro, una cifra superiore ai 3,4 miliardi stanziati. E questo senza considerare eventuali altre necessità del sistema sanitario”.  

C’è poi la questione degli “aumenti retributivi per i medici dei pronto soccorso, indicati dal Governo tra gli obiettivi a cui destinare parte dei fondi. Se utilizziamo queste risorse per aumentare gli stipendi dei medici del pronto soccorso, azione giusta e meritoria, non possiamo però pensare di impiegarle contemporaneamente anche per coprire i disavanzi delle Regioni o finanziare la sanità dopo il Pnrr”, rimarca Aceti. Il nodo, quindi, oltre al livello di finanziamento del Ssn che si sceglierà di garantire, è capire anche come verranno ripartiti i finanziamenti e quali necessità potranno essere effettivamente coperte. “La coperta è corta: bisogna scegliere quali esigenze finanziare”, conclude il presidente di Salutequità. 

(Adnkronos)