Castiglione 4 novembre, Volpi: “«A chi indossa una divisa dobbiamo rispetto non ostilità»

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – Il ricordo dei caduti, il valore della pace e il rispetto dovuto a chi indossa una divisa. Sono i temi al centro dell’intervento del sindaco Enrico Volpi in occasione delle celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, che a Castiglione delle Stiviere si sono svolte oggi, domenica 1° novembre, anticipando la ricorrenza del 4 Novembre. Un discorso nel quale il primo cittadino ha richiamato il significato della memoria storica, soffermandosi anche su alcuni atteggiamenti che si verificano durante le manifestazioni pubbliche.
«Il 4 novembre non è soltanto una data da ricordare sul calendario. È una giornata che ci invita a fermarci, a riflettere e, soprattutto, a non dimenticare» ha esordito Volpi, ricordando i tanti giovani che, oltre un secolo fa, lasciarono le proprie famiglie per andare al fronte, senza fare più ritorno.
«Erano giovani con sogni, speranze e progetti di vita. Avevano un nome, un volto, una famiglia che li aspettava. Di tanti conosciamo soltanto il nome inciso su una lapide, di altri non conosciamo nemmeno il luogo in cui riposano. A tutti loro dobbiamo qualcosa che non potremo mai restituire: la nostra riconoscenza. Ricordare quei caduti significa comprendere il prezzo della libertà, il valore dell’unità nazionale e quanto sia preziosa la pace».

Il richiamo alla pace e alle guerre di oggi

Da qui la riflessione sull’attualità, con un riferimento ai conflitti che continuano a segnare il presente.
«E proprio la pace, oggi, non possiamo considerarla un bene acquisito per sempre. Viviamo in un tempo nel quale le guerre sono tornate drammaticamente vicine alla nostra quotidianità. Vediamo città distrutte, bambini privati dell’infanzia, famiglie costrette a fuggire, uomini e donne che perdono tutto a causa della violenza e dell’odio».
Una realtà che, secondo Volpi, rende ancora più importante il ricordo dei caduti: «Ci ricorda che la pace va costruita, difesa e custodita ogni giorno, con responsabilità, dialogo e rispetto».

Il rispetto per le divise e il diritto di manifestare

Un passaggio significativo del discorso è stato dedicato alle Forze Armate e a tutte le donne e gli uomini in divisa, ai quali il sindaco ha voluto rendere omaggio per l’impegno quotidiano al servizio dello Stato e dei cittadini.
«Persone che hanno scelto di mettere il proprio servizio al di sopra dell’interesse personale, che hanno assunto un impegno nei confronti dello Stato e dei cittadini, che spesso lavorano lontano dalle proprie famiglie e affrontano situazioni difficili, talvolta mettendo a rischio la propria stessa vita». Volpi ne ha ricordato il ruolo nelle missioni internazionali, nelle operazioni di soccorso, nelle emergenze e nella difesa della sicurezza e della libertà, sottolineando come rappresentino quotidianamente lo Stato e le sue istituzioni. È stato a questo punto che il primo cittadino ha introdotto una considerazione legata ad alcuni episodi che si verificano durante le manifestazioni pubbliche.
«Assistiamo talvolta, nel corso di alcune manifestazioni pubbliche, a episodi e atteggiamenti che manifestano una preoccupante mancanza di rispetto nei confronti delle Forze Armate e delle donne e degli uomini in divisa».
Un richiamo accompagnato dalla riaffermazione del valore del dissenso e della libertà di espressione, principi che il sindaco ha definito fondamentali per la democrazia, ma che non devono tradursi in comportamenti offensivi. Volpi ha quindi ribadito la necessità di distinguere la legittima critica dal rispetto dovuto alle persone: «Si può dissentire, si può criticare, si può manifestare il proprio pensiero. Ma non si deve mai dimenticare che dietro ogni uniforme c’è una persona, una famiglia, una scelta di vita e un giuramento di fedeltà alla Repubblica».
E ancora: «Il rispetto per chi indossa una divisa non è un atto di appartenenza politica, è un dovere civile. È rispetto per lo Stato, per le istituzioni democratiche e per la comunità che quelle donne e quegli uomini sono chiamati a servire. A loro dobbiamo riconoscenza, non indifferenza; rispetto, non ostilità». Il sindaco ha quindi rivolto, a nome dell’intera comunità, un ringraziamento alle Forze Armate, alle Forze dell’Ordine e a quanti operano quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini.

La memoria da trasmettere ai giovani

Un pensiero particolare è stato riservato alle associazioni combattentistiche e d’arma e a tutti coloro che si impegnano per custodire e tramandare la memoria. «La loro presenza, anno dopo anno, è una testimonianza preziosa. Perché una comunità che dimentica la propria storia rischia di smarrire anche la propria identità». Volpi si è quindi soffermato sul significato dell’Unità Nazionale, definendola non soltanto una conquista del passato, ma una responsabilità che riguarda ogni cittadino. «L’Italia è la nostra casa comune. Il Tricolore rappresenta la nostra storia, le nostre radici, i sacrifici di chi ci ha preceduto e la speranza di chi verrà dopo di noi».
Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove generazioni: «Ai giovani dobbiamo trasmettere proprio questo: che amare il proprio Paese non significa soltanto celebrarlo nelle ricorrenze, ma rispettarne la storia, le istituzioni, i simboli e soprattutto le persone che ogni giorno si mettono al servizio degli altri». Nella parte conclusiva del suo intervento, il sindaco è tornato al ricordo dei caduti e delle famiglie che hanno pagato il prezzo della guerra.
«Quando ci troviamo davanti a un monumento ai caduti, quando leggiamo i nomi incisi sulla pietra, dobbiamo ricordare che dietro ciascuno di quei nomi c’è stata una vita interrotta, una famiglia privata di un affetto, una madre che non ha più riabbracciato un figlio». Da qui l’invito a non ridurre la commemorazione a un semplice appuntamento istituzionale: «Non permettiamo che quei sacrifici diventino soltanto memoria formale. Facciamo in modo che continuino a vivere nei nostri comportamenti, nel rispetto reciproco, nella solidarietà e nell’impegno per costruire una società più giusta e un Paese più unito».
«Perché onorare chi ha sacrificato la propria vita per l’Italia significa, prima di tutto, dimostrare ogni giorno di essere degni di quel sacrificio», ha concluso Volpi, prima di rivolgere l’ultimo omaggio ai caduti e a quanti continuano a servire il Paese, chiudendo con il saluto alle Forze Armate, all’Unità Nazionale e all’Italia.