Coldiretti festeggia il Ringraziamento. Mantovani: “Annata difficile, ma guardiamo avanti”. Busca: “L’agricoltura costruisca comunità”

MANTOVA – La terra, il lavoro degli agricoltori, le difficoltà di un’annata segnata dal maltempo e la necessità di costruire comunità, riportando al centro il valore delle persone e dei territori rurali. Sono stati questi i temi della 76ª Giornata del Ringraziamento di Coldiretti Mantova, celebrata questa mattina, nella basilica concattedrale di Sant’Andrea, alla presenza di numerosi agricoltori, rappresentanti delle istituzioni e cittadini.

La giornata si è aperta con la Messa presieduta dal vescovo di Mantova, monsignor Marco Busca, accompagnata dalla tradizionale offerta dei doni, per poi proseguire con la benedizione dei mezzi agricoli. Un appuntamento che assume un significato particolare alla vigilia di San Martino, l’11 novembre, data che tradizionalmente segna l’inizio della nuova annata agraria.

La scelta di Sant’Andrea non è stata casuale. Coldiretti Mantova, insieme a Campagna Amica e Terranostra, ha voluto celebrare il Ringraziamento nel cuore della città, confermando l’impegno ad avvicinare il mondo agricolo ai cittadini. Un percorso che ha trovato un’importante concretizzazione nell’apertura del Mercato coperto di Campagna Amica in piazza Broletto 6, ma che prosegue anche attraverso le iniziative rivolte alle scuole, ai giovani e alle comunità locali.

Nonostante le difficoltà economiche e climatiche, il messaggio della giornata è stato quello della speranza. L’agricoltura continua a rappresentare un presidio fondamentale per la tutela del territorio, la biodiversità, la sicurezza alimentare e la vita delle comunità rurali.

L’OMELIA DEL VESCOVO BUSCA: “AGRICOLTURA STRUMENTO DI VITA DELLE COMUNITÀ. COSTRUIAMO L’ECOSISTEMA DEL NOI”

Sostenere i giovani che scelgono di restare, difendere i servizi nelle campagne e riconoscere il valore delle comunità locali, dove il lavoro si intreccia con la solidarietà e la cura del territorio. È l’appello lanciato dal vescovo di Mantova Marco Busca nell’omelia.

«Le zone di campagna sono territori più trascurati rispetto alle aree metropolitane», ha osservato Busca, richiamando il messaggio dei vescovi italiani per la giornata. Al centro, il riconoscimento di un’«Italia linfatica che non fa rumore ma tiene in vita il Paese»: quella dei piccoli centri, del lavoro quotidiano, della prossimità e del rispetto della natura.

Il vescovo ha invitato a sostenere le economie locali e a offrire opportunità a chi decide di costruire il proprio futuro nella terra d’origine, «i giovani in primis». «Spero davvero che li aiutiamo a realizzare il loro sogno», ha aggiunto, pensando alle famiglie, alle aziende e alle comunità che quei giovani possono far crescere.

Busca ha quindi evidenziato le due logiche denunciate nel messaggio episcopale: quella dell’attrattività, che concentra gli investimenti e premia economie estrattive, e quella dell’abbandono, che si traduce nello smantellamento dei presidi sociali nei piccoli centri. Un processo che rischia di indebolire le identità locali e rendere le realtà periferiche sempre più vulnerabili e dipendenti dai poli metropolitani. Da qui l’invito a superare la contrapposizione tra centro e periferia, riconoscendo la possibilità di integrare diversi modelli sociali ed economici, senza imporre un’unica idea di sviluppo e di abitare.

La cura delle comunità, nell’omelia, si lega alla capacità di dare un significato al proprio lavoro. «Lavorare non è una cosa diversa dal credere», ha sottolineato il vescovo, estendendo la riflessione dall’agricoltura a ogni attività professionale. A riassumere questo legame, le parole ricevute da un contadino: «La fede è vita e la vita è fede».

Il punto di partenza è la sapienza, intesa come una ricerca che riguarda tutti. «Non è lo studio riservato a pochi, è l’impresa di ogni uomo e di ogni donna che vuole dare senso e sapore, gusto alla propria vita». Il rischio, ha spiegato Busca, è attraversare l’esistenza nell’apatia, senza apprezzarne le possibilità e senza avvertire la responsabilità di non sprecarla. Richiamando don Milani, ha ricordato che «non bisogna bestemmiare il tempo»: un dono da impiegare per crescere nella maturità umana.

Quattro, secondo il vescovo, sono i “libri di testo” da consultare insieme: la natura, con la quale gli agricoltori si confrontano ogni giorno; la storia, da interrogare attraverso gli errori e le conquiste delle civiltà; la coscienza, dove risuona la voce del bene; le Sacre Scritture. Un esercizio che richiede profondità, riflessione e silenzio. «Prima ancora che tra credenti e non credenti, la differenza è tra pensanti e non pensanti», ha osservato, contrapponendo la ricerca consapevole del senso all’improvvisazione.

Una sapienza chiamata a misurarsi anche con il reddito e lo sviluppo economico, tenendo insieme una coscienza onesta, il servizio alla famiglia e alla comunità, il bene del territorio. Ma soprattutto con una difficoltà quotidiana: trovare il giusto ritmo alla vita. Velocità e mobilità rendono sempre più complicato armonizzare gli impegni senza sacrificare ciò che si ama. «Equilibri difficili», ha riconosciuto il vescovo, precisando di non voler esprimere giudizi approssimativi. L’urgenza, però, resta quella di dosare affetti, lavoro, cittadinanza, tempo con gli altri e raccoglimento personale.

La fede invita ad abitare il presente, senza rifugiarsi nella nostalgia o anticipare il futuro con l’ansia. Per i cristiani, ha ricordato Busca, il tempo terreno prepara all’eternità: «Gesù non ci ha promesso che non moriremo, ma ci ha promesso che risorgeremo».

Per collegare queste convinzioni alla settimana lavorativa, Busca ha raccontato la propria preghiera del lunedì sull’agenda, riassunta nell’espressione «Trasformare l’agenda in un altare». Uno sguardo agli impegni in arrivo per tenere uniti fede, lavoro e condivisione fraterna. Nella celebrazione del Ringraziamento, questa unione trova espressione anche nell’offerta dei prodotti della terra destinati ai poveri: il frutto della fatica diventa ringraziamento e solidarietà.

In conclusione, richiamando Papa Leone e il cammino di fraternità indicato da Papa Francesco nella Fratelli tutti, il vescovo ha descritto una crisi che, prima ancora di essere economica, sociale e geopolitica, è culturale e antropologica. La risposta passa dall’impegno nel proprio tempo, rimettendo Dio all’orizzonte dell’agire e la persona al centro delle decisioni. A partire dalle famiglie, dalle aziende e dalle comunità locali, l’augurio è costruire «l’ecosistema del noi», capace di generare fiducia «per affrontare con speranza il presente e con sapienza il futuro».

IL PRESIDENTE DI COLDIRETTI MANTOVANI: “ANNATA DIFFICILE, L’80% DELLE COLTURE IN PROVINCIA SEGNATO DAL MALTEMPO”

A tracciare il bilancio dell’annata agricola mantovana è stato il presidente provinciale di Coldiretti, Fabio Mantovani, che non ha nascosto le difficoltà affrontate dalle imprese nel corso del 2026.

«È stata chiaramente un’annata complicata. Nei mesi di luglio e agosto abbiamo vissuto cinque eventi atmosferici che hanno colpito tutta la provincia, naturalmente con zone maggiormente danneggiate e altre meno. Questi fenomeni hanno messo in difficoltà soprattutto le colture in campo. A tutto questo dobbiamo aggiungere la siccità, perché abbiamo avuto eventi meteorologici molto intensi, ma concentrati in pochi momenti, alternati a lunghi periodi senza precipitazioni».

Una situazione che ha messo sotto pressione le aziende nonostante gli sforzi compiuti per garantire l’irrigazione.

«Siamo riusciti a irrigare in modo costante, ma alcuni danni li abbiamo comunque subiti. Non posso quindi tracciare un bilancio mediamente positivo, se non per alcuni settori. Certamente non possiamo dire che sia andata male per le principali produzioni Dop del comparto lattiero-caseario, ma dobbiamo fare i conti anche con una situazione geopolitica che sta determinando un continuo innalzamento dei costi».

Secondo Coldiretti, almeno l’80% delle produzioni agricole della provincia è stato interessato da eventi meteo-climatici negativi, con conseguenze che si riflettono sui bilanci delle aziende e sull’economia delle comunità rurali.

A preoccupare sono anche i rincari dei fattori produttivi, che in alcuni comparti hanno raggiunto livelli particolarmente elevati.

«Parliamo di aumenti che partono dal 20-30%. Non siamo necessariamente in difficoltà per la vendita dei prodotti, quanto piuttosto per la marginalità delle nostre produzioni. È questo uno dei problemi principali che dobbiamo affrontare. Noi andiamo avanti. L’agricoltura è resiliente, gli agricoltori si rimboccano sempre le maniche. Ma dobbiamo stare vicini e sostenere soprattutto quei settori che oggi stanno soffrendo maggiormente».

LE SFIDE DEL FUTURO: INNOVAZIONE, GESTIONE DELL’ACQUA E MAGGIORE VALORE AGLI AGRICOLTORI

Guardando ai prossimi mesi, il presidente di Coldiretti Mantova individua nella volatilità dei mercati e nell’aumento dei costi di produzione le principali incognite per le imprese agricole.

«La situazione geopolitica che stiamo vivendo non ci aiuterà a contenere la pressione dei rincari sui processi produttivi. Dobbiamo riuscire a recuperare meglio il valore dei nostri prodotti, tenendo conto che la capacità di spesa delle famiglie italiane è quella che è. Allo stesso tempo, una parte importante delle nostre produzioni è destinata ai mercati esteri».

«Bisogna gestire meglio la distribuzione del valore all’interno della filiera. Noi stiamo portando avanti tutti gli investimenti necessari per la gestione del territorio e degli eventi atmosferici, a partire dall’acqua. Sosteniamo la tecnologia e le Tea, le tecniche di evoluzione assistita, perché l’innovazione deve aiutarci ad affrontare le difficoltà dei prossimi anni».

«Stiamo sostenendo sempre di più le filiere corte, che consentono di assorbire meglio gli aumenti dei costi di produzione. E stiamo cercando di riportare i territori nelle grandi città, facendo conoscere direttamente ai cittadini il valore del cibo prodotto dai nostri agricoltori».

Tra gli obiettivi indicati dal presidente figura anche una maggiore presenza dei prodotti agricoli locali nella ristorazione collettiva, a cominciare dalle strutture sanitarie.

«Stiamo lavorando anche con gli ospedali per portare il cibo dei nostri agricoltori in luoghi dove si parla quotidianamente di salute. Crediamo sia importante promuovere un’alimentazione di qualità e valorizzare i prodotti del territorio. Sono questi gli obiettivi che dobbiamo porci per il futuro».

Da Coldiretti arriva inoltre la richiesta alle istituzioni di garantire risposte rapide alle esigenze delle imprese, soprattutto quando devono affrontare emergenze climatiche o programmare investimenti. In agricoltura, infatti, i tempi delle decisioni sono spesso determinanti quanto le condizioni meteorologiche.

GLI INTERVENTI DELLE ISTITUZIONI: “AGRICOLTURA DECISIVA. SERVONO INNOVAZIONE E REGOLE CERTE”

Numerose le autorità presenti alla celebrazione, tra cui il viceprefetto vicario Giorgio Spezzaferri, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Antonello Cefalo, i rappresentanti della Questura e del Comando provinciale dei Carabinieri, il presidente della Provincia Carlo Bottani, la senatrice Paola Mancini, i deputati Carlo Maccari e Antonella Forattini, i consiglieri regionali Alessandra Cappellari e Marco Carra.

Particolarmente significativo l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, che ha richiamato la necessità di coniugare tradizione e modernizzazione.

«Celebrare la Giornata del Ringraziamento nella basilica di Sant’Andrea, proprio nell’anno in cui Coldiretti Mantova è approdata in città con il Mercato coperto di Campagna Amica in piazza Broletto, invita a riflettere sull’approccio che oggi più che mai deve avere l’agricoltura: sempre più attenta alla qualità, all’identità, alla storia e alle tradizioni dei prodotti del territorio e, allo stesso tempo, sempre più sostenibile e vicina ai cittadini, grazie all’incontro di produttori e consumatori».

«L’agricoltura lombarda è la prima in Italia e in questa fase sta attraversando una fase complessa. Per questo dobbiamo puntare sull’innovazione e sulla qualità, senza perdere le nostre radici. Abbiamo bisogno di istituzioni flessibili e regole certe per dare risposte rapide a un settore dell’economia che è insostituibile e ha la missione di sostenere la qualità come motore delle filiere».

Nel suo intervento, il viceprefetto vicario Spezzaferri ha sottolineato il contributo che la tecnologia può offrire allo sviluppo dell’agricoltura, richiamando anche il ruolo del settore come presidio dell’identità italiana e della legalità.

L’assessore al bilancio del Comune di Mantova Giovanni Buvoli ha posto invece l’attenzione sull’importanza delle attività agricole nelle aree interne, dove le aziende rappresentano un presidio economico, sociale e territoriale fondamentale per contrastare lo spopolamento e mantenere vive le comunità.

Il presidente della Provincia Carlo Bottani ha espresso apprezzamento per il lavoro dell’assessore Beduschi, invitando il mondo agricolo a guardare alle nuove tecnologie senza timore. Robotica e intelligenza artificiale, ha evidenziato, possono diventare strumenti preziosi al servizio delle aziende, permettendo di recuperare tempo e migliorare l’efficienza delle attività. La sfida è quella di saper governare la modernità, anziché subirla.

La consigliera regionale Alessandra Cappellari ha infine richiamato il significato della giornata come occasione nella quale la città riconosce il valore dei frutti della terra e del lavoro umano. Riprendendo la riflessione del vescovo Busca, ha evidenziato il legame tra la coltivazione della terra e quella dell’anima.

LA SFIDA DELLE 17 AZIENDE AGRICOLE: LA MIGLIORE ZUCCA DELICA ARRIVA DA QUATRELLE DI SERMIDE E FELONICA

La Giornata del Ringraziamento si è conclusa con un appuntamento dedicato a uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura e della tradizione gastronomica mantovana: la zucca Delica.

Il Mercato coperto di Campagna Amica, in piazza Broletto, ha ospitato la premiazione del concorso per la «Migliore zucca Delica», che ha visto confrontarsi 17 aziende agricole della provincia di Mantova.

A decretare il risultato è stata una giuria composta dagli studenti dello Ial Lombardia di Viadana, impegnati nel percorso formativo dedicato alla cucina e alla ristorazione. A illustrare la composizione della giuria è stata Elisa Bringhenti, mentre l’annuncio del verdetto è stato affidato al direttore di Coldiretti Mantova, Giuseppe Ruffini.

A conquistare il primo posto è stata l’azienda agricola di Andrea Costa ed Elena Zenegaglia, di Quatrelle di Felonica, nell’estremo lembo orientale della provincia.

È dunque da Felonica che arriva la migliore zucca Delica mantovana del 2026, un prodotto apprezzato per le sue caratteristiche gastronomiche e nutrizionali, ricco di vitamine e minerali e soprattutto protagonista di numerose preparazioni della cucina locale.

Su tutte, naturalmente, i celebri tortelli di zucca, uno dei piatti più rappresentativi della tradizione mantovana.