4 Novembre, Viadana ricorda i suoi 486 caduti nella Grande Guerra: l’appello alla pace

VIADANA – Il ricordo dei caduti di tutte le guerre, il sacrificio di centinaia di viadanesi durante il primo conflitto mondiale e un richiamo alla pace, quanto mai attuale in un periodo segnato da guerre e tensioni internazionali. Sono stati questi i temi al centro delle celebrazioni del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate, che si sono svolte oggi a Viadana e nelle frazioni, con il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni, delle scuole e dei cittadini.
Particolarmente significativo il discorso pronunciato dal sindaco Nicola Cavatorta, che ha ricordato il pesante tributo di vite umane pagato dal territorio viadanese durante la Prima guerra mondiale, soffermandosi su alcuni dati storici che restituiscono la dimensione della tragedia.
«Il nostro obbligo morale è far sì che la memoria dei tanti caduti rimanga impressa, oltre che sui marmi, anche nella nostra memoria, per le future generazioni, come monito affinché il fine ultimo sia sempre la pace», ha sottolineato il primo cittadino, richiamando l’attenzione sui nomi scolpiti nelle lapidi commemorative.

Il sacrificio di Viadana nella Grande Guerra: 486 vittime

Nel suo intervento Cavatorta ha ripercorso una pagina particolarmente dolorosa della storia locale, partendo da un documento del 1923: l’unico numero del giornale XXIV Maggio, pubblicato dal Comitato Pro-Combattenti più bisognosi dell’Associazione Nazionale Combattenti di Mantova.
La pubblicazione riportava uno studio statistico del geometra Federico Sacchi sulle conseguenze della Grande Guerra nel Mantovano. All’epoca erano stati censiti 5.500 morti in tutta la provincia, di cui 400 nella città di Mantova. Un bilancio già drammatico, che negli anni successivi si sarebbe rivelato sottostimato. Anche Viadana risultava con un tributo pesante di caduti. Per lungo tempo le vittime viadanesi erano state quantificate in circa 290, ma gli studi condotti da Alessandro Bosoni in occasione del centenario della Prima guerra mondiale hanno portato il numero complessivo dei decessi per cause belliche a 486.
Il sindaco ha ricordato anche le pesanti conseguenze sociali del conflitto: secondo i dati dell’epoca, in provincia si contavano 2.800 mutilati e invalidi pensionati, circa 2.500 vedove di guerra e migliaia di orfani. Numeri che raccontano come le conseguenze della guerra abbiano continuato a segnare profondamente il territorio anche dopo la fine delle ostilità.
«Pace tra i popoli e nei popoli, anche in questo periodo storico attuale, in questi tempi in cui anche la stabilità sociale in alcune realtà paga il prezzo più alto», ha affermato Cavatorta, aggiungendo che i viadanesi sono chiamati a contribuire al benessere della propria comunità, favorendo stabilità, serenità e pace.

Le commemorazioni a Viadana, Cicognara e Cizzolo

Le celebrazioni hanno interessato diverse località del territorio comunale, prendendo il via già nella serata di ieri, sabato 7 novembre, a Cicognara, con la messa nella chiesa di Santa Giulia, seguita dalla deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti e dalla preghiera di benedizione.
Questa mattina a Viadana il programma si è aperto al cimitero del capoluogo, con la deposizione di una corona d’alloro ai piedi della croce “A quelli che non ritornano”. È stata poi celebrata la messa nella chiesa di Santa Maria Assunta in Castello.
Successivamente si è formato il corteo commemorativo, con la deposizione di cesti e corone alle lapidi del Municipio, al Monumento ai Bersaglieri e al Monumento ai Caduti. Qui si sono tenuti gli interventi del sindaco Cavatorta e della Società Storica Viadanese, insieme al contributo degli studenti dell’Istituto comprensivo Antonio Parazzi e dell’Istituto Ettore Sanfelice.
Anche a Cizzolo la ricorrenza è stata celebrata con una messa nella chiesa di San Giacomo Maggiore, seguita dalla benedizione e dalla commemorazione al Monumento ai Caduti.
Nel suo discorso il sindaco ha rivolto un ringraziamento alle associazioni, alla banda, all’Arma dei Carabinieri, ai volontari e ai cittadini che ogni anno partecipano alle cerimonie, riservando un riconoscimento particolare ai ragazzi delle scuole e alla Società Storica Viadanese per il loro contributo alla giornata.