MANTOVA – Dopo la sosta il Mantova torna in campo domani al Martelli: alle 15 arriva uno Spezia a sorpresa in lotta per la salvezza, in quello che sarà a tutti gli effetti uno scontro diretto, nonostante la grande qualità sulla carta della compagine ligure. I biancorossi ci arrivano dopo due vittorie consecutive con Sampdoria e Padova che hanno fatto ritornare un certo entusiasmo.
«La sosta – spiega il mister biancorosso Davide Possanzini – è stata molto positiva: abbiamo avuto modo di lavorare bene, anche il nuovo direttore Rinaudo ha avuto l’opportunità di inserirsi meglio e cercare di capire le dinamiche di questo gruppo. Sono contento perché siamo riusciti a recuperare tutti i giocatori tranne Bragantini e Mantovani. Mantovani ne avrà ancora per un po’, Bragantini ci sarà a breve. Abbiamo lavorato con la serenità data dalle due vittorie consecutive. Cose da mettere a posto, comunque, ce ne sono ancora: non siamo guariti del tutto. Ci stiamo curando per riprendere nella maniera giusta».
«Le cose da mettere a posto? Intendo a livello fisico e tecnico: stiamo lavorando sotto tutti gli aspetti: possesso, fase difensiva, piazzati, curando ogni minimo dettaglio. Abbiamo avuto modo di farlo in due settimane, speriamo di raccogliere da subito qualche frutto».
«Un po’ di fiducia stava mancando quando i risultati non arrivavano, però eravamo consapevoli del lavoro che stavamo facendo – aggiunge Possanzini -. Da qualche partita abbiamo cambiato atteggiamento per come svolgiamo il lavoro. Lavoriamo come se ogni partita fosse l’ultima: lo facevamo anche prima, ma era più un modo di dire che un modo di fare. Questo mi piace molto: siamo consapevoli che anche quando eravamo messi male abbiamo mantenuto la calma. Anche nella mia gestione non è cambiato nulla: è chiaro che quando tutto va male perdi fiducia. La nostra forza deve essere quella di continuare a mantenere quell’equilibrio che avevamo nei momenti bui».
Arriva uno Spezia che sin qui, dopo un campionato in cui l’anno scorso ha sfiorato la Serie A, quest’anno è in palese difficoltà, con l’esonero dell’allenatore Luca D’Angelo e l’arrivo di Roberto Donadoni. «A noi quello che succede agli altri interessa relativamente. È ovvio che cerchiamo di studiare al meglio l’avversario e capire quali potrebbero essere le nostre difficoltà nell’affrontarlo, sappiamo il valore che ha lo Spezia. Noi pensiamo a ciò che dobbiamo fare, vogliamo solo proseguire il nostro percorso. Abbiamo iniziato male, ma la volontà di essere propositivi e di giocare alla stessa maniera per vincere è la stessa. Arriva lo Spezia, squadra ferita per tutto quello che è successo, c’è un allenatore che probabilmente ha portato cose nuove e anche sotto quel punto di vista dobbiamo stare attenti e sapere che dipende tanto da noi. Dobbiamo viverla con la consapevolezza che le cose buone le sappiamo fare, dobbiamo sfruttare il fattore campo: siamo pronti e speriamo di fare una buona partita».
Ieri un 3-3 tra Catanzaro e Pescara che interessa direttamente i biancorossi nel discorso salvezza. Possanzini osserva: «Bella partita da vedere da spettatore, per gli allenatori non è il massimo. Quando finisce 3-3 chi allena un po’ di domande se le fa, perché si segna molto ma altrettanto si subisce. Questo punto in classifica non cambia tanto: è piuttosto una dimostrazione che in Serie B le partite sono tutte difficili».
Infine, su Donadoni: «Era un giocatore che mi piaceva tantissimo per il modo di giocare, mi ricordo tante cose belle: il grande Milan, il Mondiale del ’90 che ha segnato un po’ la mia adolescenza. Donadoni faceva parte di quel gruppo e lo ammiro tantissimo. Ora sfidarlo da allenatore mi fa un po’ strano, ma mi fa piacere. Ha allenato squadre importanti in A e ha grandi capacità».














