CESENA – Il Mantova esce sconfitto dal “Manuzzi” al termine di una partita ricca di gol. Avanti 2-0 dopo un avvio di grande personalità, i biancorossi si fanno rimontare dal Cesena, che ribalta il risultato fino al 3-2. Una sconfitta che lascia rammarico, soprattutto per come è maturata, come ha sottolineato nel post gara mister Davide Possanzini: «Quando perdi una partita così girano le scatole, è brutto».
«Abbiamo fatto un ottimo inizio di partita, cominciando davvero molto bene – ha spiegato il tecnico –. Facevano fatica a prenderci l’uomo e sfruttavamo il giocatore in più in mezzo al campo. Fino al 2-0 abbiamo giocato una partita di alto livello, segnando due gol con merito».
Dopo il doppio vantaggio, però, l’inerzia della gara è cambiata. «Ci siamo abbassati un po’ troppo, ci siamo spaventati e abbiamo fatto fatica a gestire la palla. In certi momenti avremmo potuto palleggiare senza forzare, invece probabilmente, anche per entusiasmo, abbiamo cercato giocate più rischiose. Quando arrivavano sulla seconda palla hanno dimostrato di essere molto forti».
Possanzini non ha nascosto il valore dell’avversario, cresciuto con il passare dei minuti anche grazie al sostegno del pubblico. «Il Cesena è un’ottima squadra e merita quello che sta facendo in campionato. Spinta dai tifosi ha alzato ancora di più il livello e poi è diventato tutto più difficile».
Nonostante la rimonta subita, il tecnico difende la prestazione dei suoi. «La mia squadra ha provato a fare la partita e a giocare. Sul 2-0 puoi anche provare a vincerla, perché nel calcio non sempre vincono i più forti. È questo il rammarico più grande».
Decisivo anche l’infortunio di Mensah, arrivato in un momento delicato della gara. «Secondo me ha inciso tantissimo, non perché Bonfanti non abbia fatto bene, ma per le caratteristiche della partita. Quando loro hanno forzato la pressione per recuperare, Mensah ci sarebbe servito molto perché nei primi venti minuti difendeva palla e faceva salire le mezzali». Resta comunque la fiducia in chi è subentrato: «Bonfanti ha fatto bene e ha costruito una grande occasione per Artioli».
Il ko pesa soprattutto per la gestione del vantaggio. «Accetto questa sconfitta, anche se fa male per come è venuta. Eravamo avanti 2-0 e ci abbiamo messo un po’ del nostro, sia nella gestione del pallone sia nell’abbassarci troppo. Quando lo facciamo, contro squadre così forti, facciamo fatica».
Alla domanda su una possibile mancanza di carattere, Possanzini è netto. «Non è quello. Sul 2-0 era il momento di palleggiare e in alcune situazioni non lo abbiamo fatto, anche per l’impeto loro. Andare al riposo sul 2-0 sarebbe stato molto diverso rispetto all’andare sul 2-1: abbiamo preso gol nel momento sbagliato. È mancato qualcosa a livello tecnico, non caratteriale».
Sguardo già rivolto al futuro. «Il Cesena mi ha impressionato molto, più dell’anno scorso. Ora dobbiamo guardare dove abbiamo sbagliato e pensare di fare meglio, senza portarci dietro strascichi di questa partita nella prossima gara».
Di positivo resta l’approccio. «Mi porto a casa l’impatto iniziale, la voglia di sacrificarsi. Partite così, in cui l’avversario ti schiaccia, ne abbiamo fatte poche: dobbiamo abituarci e imparare a sfruttare ogni minimo dettaglio».
La chiusura è dedicata allo stato d’animo dello spogliatoio. «C’è sconforto, è normale: quando sei avanti 2-0 e perdi è brutto. I ragazzi erano abbattuti, ma da domani si ricomincia. Ho detto loro di tenere la testa alta: il calcio è fatto così. Non dobbiamo prendere questa sconfitta come un fallimento. Abbiamo perso, ma abbiamo onorato la prestazione, la partita e la maglia. Ci sono ancora due gare prima della sosta e le cose possono cambiare. Dobbiamo continuare a spingere».
















