GRAZIE (CURTATONE) – Fedele alla scelta atlantica dell’Italia, ma altrettanto fermo nel difendere la Costituzione, gli equilibri democratici e l’autonomia del Paese anche di fronte alle pressioni degli alleati. È soprattutto questo tratto della figura politica e morale di Alcide De Gasperi emerso ieri al Santuario della Madonna delle Grazie, durante la Santa Messa di suffragio celebrata nel 72° anniversario della morte dello statista trentino.
A presiedere la celebrazione è stato monsignor Paolo Gibelli, che da diversi anni celebra proprio alle Grazie la Messa in memoria di De Gasperi e che questa volta lo ha fatto alla vigilia di un passaggio particolarmente significativo: dal 1° settembre diventerà rettore dello stesso Santuario. Nell’omelia Gibelli ha ripercorso alcuni snodi fondamentali della vicenda politica degasperiana, dalla nascita dell’Italia democratica e dalla Costituzione fino alla collocazione internazionale del Paese e ai complessi rapporti con gli Stati Uniti nei primi anni della Guerra Fredda.
De Gasperi e il difficile equilibrio con gli Stati Uniti
Proprio su questo terreno, ha ricordato il celebrante, De Gasperi seppe mantenere un equilibrio particolarmente difficile: confermare l’adesione dell’Italia all’alleanza occidentale senza rinunciare alla libertà delle istituzioni democratiche italiane. Gibelli ha richiamato le pressioni americane affinché gli equilibri politici italiani venissero spostati verso destra e il Partito Comunista fosse messo fuori legge.
Una richiesta alla quale De Gasperi oppose un netto rifiuto, motivato anche dal risultato delle elezioni del 1948: «Non si poteva mettere fuori legge il Partito Comunista perché alle ultime elezioni, insieme ai socialisti, aveva ottenuto oltre il 30% dei voti. Non possiamo prenderci la responsabilità di causare una guerra civile».
Gibelli ha fatto riferimento anche alla lectio magistralis tenuta il giorno precedente a Pieve Tesino, paese natale di De Gasperi, da Mario Del Pero, professore di Storia internazionale al Centre d’Histoire di Sciences Po a Parigi. Lo storico aveva sottolineato proprio la capacità del leader democristiano di coniugare il rispetto della Costituzione repubblicana con gli impegni internazionali assunti dall’Italia, resistendo alle pressioni che avrebbero potuto alterare gli equilibri democratici.
A Parigi a testa alta davanti alle potenze vincitrici
Altro passaggio ricordato alle Grazie è stato l’intervento di De Gasperi alla Conferenza di pace di Parigi del 1946, ottant’anni fa. Lo statista si presentò di fronte alle potenze vincitrici come rappresentante di un’Italia uscita sconfitta dalla Seconda guerra mondiale, ma lo fece a testa alta, rivendicando la dignità del Paese e ponendo le basi per un nuovo rapporto con il mondo occidentale, fondato sulla collaborazione e sul rispetto dell’autonomia nazionale. Un’azione politica che avrebbe accompagnato non soltanto la ricostruzione materiale dell’Italia, ma anche quella morale, civile e democratica. Una lettura, quella proposta da Gibelli anche sulla scorta della riflessione di Del Pero, lontana da ogni celebrazione retorica e capace di restituire De Gasperi alla complessità del suo tempo e delle sue scelte.
La memoria di De Gasperi, tra chi l’ha custodita e chi la tiene viva oggi
Al termine della Messa, nel commiato finale, monsignor Paolo Gibelli ha voluto ricordare Pierino Marconi, per anni anima della commemorazione degasperiana, insieme ad Antonino Zaniboni, Carlo Grazioli e a quanti nel tempo hanno contribuito a mantenere vivo questo appuntamento e oggi non ci sono più. Numerosi gli amministratori, di oggi e del passato, presenti alla celebrazione,
e tra loro il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, tra i promotori dell’iniziativa e da anni impegnato a tenere viva la memoria dello statista trentino. Poco prima Torchio era stato immortalato con in mano una storica fotografia di De Gasperi durante la manifestazione elettorale mantovana dell’aprile 1948 in piazza Sordello. L’immagine appartiene allo stesso Torchio e gli fu donata da Alessio Maffezzoni, già segretario della Democrazia Cristiana di Bozzolo. In passato era esposta nella sede della Dc di Mantova e, in occasione della commemorazione di ieri, è stata posta sull’altare del Santuario.


















