Accoglienza e speranza: il Vescovo Busca benedice il Rifugio notturno Caritas

MANTOVA – Il 3 novembre ha riaperto il Rifugio notturno invernale della Caritas di Mantova, che questa sera ha ricevuto la visita del Vescovo Marco Busca. Come da tradizione, Monsignor Busca ha impartito la benedizione a tutti gli ospiti della struttura e agli operatori che la gestiscono.

“Il primo segno di umanità è sentire come nostri i bisogni degli altri”, ha dichiarato il Vescovo Busca. “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo freddo e mi avete dato una casa. Sappiamo che per i cristiani questo è anche un atto di fede, e quindi viviamo questo gesto di accoglienza e solidarietà in maniera aperta. Questo è possibile grazie alla collaborazione di tante realtà, volontari e servizi, che rispondono all’emergenza freddo, prendendosi cura di questi fratelli, offrendo loro un tetto, ma anche uno sguardo accogliente che trasmetta loro la possibilità di una nuova casa.”

Il progetto ha visto la partecipazione attiva di tanti giovani e volontari. “È un’esperienza cresciuta nel tempo”, ha aggiunto il Vescovo. “Inizialmente nata da un piccolo gesto, ora si è trasformata in una rete di volontari, molti dei quali giovani, che scelgono di passare le notti vigilando e offrendo accoglienza a chi ha bisogno di un rifugio.”

LA STRUTTURA
La struttura è stata messa a disposizione dalla Diocesi ed è destinata a chi non ha una casa e rischia di dover dormire all’aperto durante l’inverno. “Per la Diocesi, questo luogo è molto significativo”, ha spiegato Matteo Amati, direttore della Caritas di Mantova. “In passato, era parte dell’ex seminario e la casa dei Vescovi. È molto simbolico che quella che era una casa per i Vescovi, oggi diventi un luogo di ospitalità per le persone ai margini della società”.

Il rifugio notturno è gestito principalmente dalla Caritas Diocesana, l’associazione Abramo e l’associazione Agape, con il sostegno dei contributi Cei, delle donazioni private e del piano di zona di Mantova. È un esempio di convergenza di competenze, frutto della collaborazione tra diversi servizi del territorio.

IL SERVIZIO
La struttura può ospitare fino a 15 persone, tutte di sesso maschile. “Al momento, ci sono 8 richieste”, ha spiegato Giulia Malvezzi, coordinatrice del servizio per l’associazione Abramo. “Abbiamo deciso di partire con i primi sei ospiti, ma entro la prossima settimana raggiungeremo la capienza massima, e probabilmente dovremo stilare una lista d’attesa.”

Per accedere al rifugio, è necessario rivolgersi al Centro di Ascolto Caritas, presso Casa San Simone, in via Arrivabene, dove le operatrici gestiscono le richieste di inserimento e trasmettono i nominativi al rifugio. Il servizio prevede l’alternanza di 7 operatori, che si avvicendano ogni notte. “Abbiamo anche dei giovanissimi”, ha aggiunto Malvezzi. “Ci alterniamo affinché ci sia sempre qualcuno disponibile. È importante sottolineare che ognuno di questi operatori ha un altro lavoro e ha scelto di aderire volontariamente a questa iniziativa.”

Il Rifugio notturno è aperto dalle 20 alle 8 del mattino, con la colazione servita dalle 7 alle 8, offerta da un gruppo di volontari che siedono insieme agli ospiti per un caffè o un tè, facendo compagnia prima che lascino la struttura.

 
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