MOGLIA (BONDANELLO) Picchiato e preso a colpi di valigia in testa per aver difeso un ragazzo aggredito da due uomini in evidente stato di ebbrezza. Poi, ancora colpito con pugni e strattonato, mentre tutto il vagone restava a guardare. Una brutta avventura per un 41enne mantovano che, sul treno regionale Bologna-Verona, all’altezza della stazione di Isola della Scala (VR), ha cercato di intervenire mentre gli altri passeggeri, anziché aiutarlo, si limitavano a filmare la scena con il cellulare.
L’uomo, Fabio Forni, residente a Brunico (BZ) dove lavora, stava tornando in Alto Adige dopo un fine settimana trascorso a Bondanello di Moglia per visitare i genitori. La sua testimonianza, pubblicata sui social, è diventata virale, scatenando un’ondata di indignazione.
La dinamica dell’aggressione
Secondo il racconto di Forni, tutto è iniziato quando i due uomini, saliti a bordo del treno in stato di alterazione, hanno preso di mira un ragazzo. Quest’ultimo, dopo aver gentilmente ceduto il posto a una signora anziana, si era posizionato vicino alle porte del vagone, guardando il cellulare. Senza motivo apparente, i due hanno iniziato a spintonarlo. Una, due volte. Alla terza, il giovane, esasperato, ha allontanato a braccia aperte uno degli aggressori, cercando poi di spostarsi all’interno della carrozza.
A quel punto, la situazione è degenerata: uno dei due uomini gli ha sferrato un pugno in faccia, ferendolo a uno zigomo, seguito da altri colpi. Vedendo la scena, Fabio Forni è intervenuto, afferrando il ragazzo alle spalle per difenderlo e allontanarlo da chi lo stava picchiando. Ma la sua azione ha avuto conseguenze: i due si sono scagliati contro di lui, strappandogli la giacca, lanciandogli addosso la sua stessa valigia e sparpagliandone il contenuto per terra. Il treno era fermo alla stazione di Isola della Scala, per un problema tecnico. Il capotreno – una giovane donna in lacrime e visibilmente scossa – ha chiamato i carabinieri. I militari, giunti poco dopo, hanno posto fine al pestaggio. Dopodichè hanno proceduto all’identificazione di alcune persone e hanno arrestato un 29enne di origini marocchine pregiudicato: per lui l’accusa è violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
L’indifferenza dei passeggeri e la denuncia di Forni
Fabio Forni, oltre alle percosse, ha dovuto affrontare un’altra ferita, forse ancora più dolorosa: l’indifferenza di chi ha assistito alla scena senza muovere un dito. “Treno pieno e nessuno, dico nessuno, ha mosso un dito per aiutare quel ragazzo,” ha scritto in un post su Facebook. “Due ubriachi (o drogati) liberi di picchiare un ragazzo per divertimento, davanti a un pubblico di centinaia di passeggeri intenti a filmare. Perché è più bello e più sicuro filmare, che aiutare un povero cristo che ne ha prese due in faccia così forti da non stare più in piedi.”
Forni racconta di aver urlato nel vagone: “Qualcuno ha le palle di darmi una mano o vi state solo divertendo?” Ma nessuno si è mosso.
E non è finita qui. Oltre all’assenza di aiuto da parte dei passeggeri, Forni denuncia anche la mancanza di sicurezza sui treni regionali: “Non è ammissibile che su un treno non ci sia neanche un addetto alla sicurezza e che ci si fermi in una stazione non presidiata, dove chiunque può delinquere impunemente”.
Infine, un altro aspetto sconcertante: né lui né il ragazzo aggredito hanno potuto sporgere denuncia immediatamente, perché nessun rappresentante della Forza dell’ordine si sarebbe premurato di verificare le loro condizioni mentre si medicavano le ferite a bordo del treno. “Ma va bene così. Purtroppo non sono fatto per stare lì a guardare mentre uno viene picchiato senza motivo e così le ho prese anche io,” conclude Forni con amarezza. “Sarebbe un mondo più sereno se smettessimo di essere spettatori passivi e iniziassimo a essere un po’ più solidali con il prossimo.”
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