MANTOVA – E’ finito in carcere un marocchino 26enne, arrestato dalla Polizia di Stato dopo una notte nella quale, armato, ha minacciato dei passanti e molestato una ragazza. Non contento, poi se l’è presa con gli agenti della Questura intervenuti per bloccarlo. L’uomo è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale ed è stato inoltre denunciato a piede libero per violenza sessuale e porto abusivo di armi. Dopo l’udienza di convalida, svoltasi nella mattinata odierna, è stata disposta nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.
Tutto è successo nella notte tra sabato 3 e domenica 4 gennaio L’intervento è scattato poco prima delle 2 di notte in Piazza Martiri di Belfiore, dove gli agenti hanno individuato il soggetto segnalato per comportamenti minacciosi. Secondo quanto accertato, poco prima l’uomo aveva importunato un gruppo di giovani in Corso delle Libertà, arrivando a minacciarli brandendo una pistola. Una ragazza del gruppo ha riferito di essere stata palpeggiata al gluteo e di aver ricevuto avances esplicite mentre cercava di allontanarsi. La giovane si è poi presentata in Questura per sporgere formale denuncia.
Durante l’intervento della polizia è stata segnalata alla centrale operativa un’autovettura sospetta sopraggiunta in piazza. A bordo del veicolo si trovavano un amico del 26enne e una donna in stato di gravidanza. Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza è emerso che l’uomo avrebbe tentato di nascondere sulla donna un oggetto, presumibilmente l’arma, che non è stata rinvenuta. L’auto si è quindi allontanata per accompagnare la donna in ospedale.
Rimasto in piazza, il 26enne ha iniziato a insultare gli agenti, opponendo resistenza al controllo. Ne è nata una colluttazione durante la quale un poliziotto è stato strattonato per lo scaldacollo fino a rischiare di restare senza respiro, quindi colpito con calci e pugni. L’agente è caduto a terra insieme all’aggressore ed è stato necessario l’intervento di un secondo poliziotto e di altri operatori inviati dalla Sala Operativa per riuscire a bloccarlo.
Condotto in Questura, l’uomo ha continuato a mantenere una condotta violenta e minacciosa. Durante il trasporto ha colpito con testate il finestrino dell’auto di servizio, riuscendo a incrinarlo. Una volta nella cella di sicurezza ha posto in essere anche atti autolesionistici.
Negli uffici della Questura sono giunti i giovani coinvolti nei fatti, tra cui la ragazza che ha sporto denuncia per le molestie subite. Successivamente si sono presentati anche la donna incinta e l’amico del 26enne, giunti con la stessa autovettura segnalata in precedenza.
L’uomo è stato trasferito nel carcere circondariale di Mantova. La sua posizione è ora al vaglio anche sotto il profilo amministrativo, ai fini di un eventuale allontanamento dal territorio nazionale in caso di scarcerazione.














