MANTOVA – In Riabilitazione Specialistica Cardiorespiratoria è arrivato il test ergospirometrico o test cardiopolmonare. L’esame, disponibile da alcuni mesi, è un test da sforzo che consente di monitorare di continuo i gas inspirati ed espirati, in modo da valutare il consumo di ossigeno, la produzione di anidride carbonica, la frequenza respiratoria e ventilatoria. Si monitorano anche la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, registrando l’elettrocardiogramma. Come? Il paziente respira in un’apposita maschera collegata a un analizzatore di gas.
“È un esame diagnostico, non invasivo – spiega Renato Rosiello, direttore Riabilitazione specialistica Cardiorespiratoria di Asst Mantova – utilizzato per i pazienti cardiopatici, affetti da patologie broncopolmonari, o nella valutazione della performance degli atleti in fase di allenamento. A differenza del test da sforzo classico, questo esame ci permette di individuare la capacità limite di compiere un lavoro muscolare, attraverso il massimo consumo di ossigeno per quel soggetto. Una metodica che ci guida verso un migliore recupero funzionale durante la degenza in reparto, siamo in attesa di poterla estendere anche ai pazienti ambulatoriali”.
Il campo di utilizzo è principalmente quello delle patologie cardiologiche, soprattutto in caso di scompenso cardiaco cronico, per testare il grado di compromissione funzionale ventricolare sinistra, la sua evoluzione, la risposta alla terapia farmacologica. Si può inoltre eseguire una stratificazione prognostica al fine di poter eventualmente inserire pazienti particolari in lista d’attesa per il trapianto cardiaco.
Il test viene poi utilizzato nei pazienti con cardiopatia ischemica cronica per individuare situazioni a rischio di ischemia residua post-infartuale, ma soprattutto in fase di programma riabilitativo. Altro campo di applicazione è la patologia polmonare – per esempio broncopneumopatia cronica ostruttiva o enfisema – per verificare la riserva respiratoria, in quanto il test fornisce preziose informazioni sull’eziologia delle dispnee di origine non nota. Infine, l’esame si utilizza nella medicina dello sport per valutare il grado di allenamento e pianificare un percorso di training personalizzato adeguato.
Vi sono alcune controindicazioni assolute e relative, sovrapponibili a quelle del test da sforzo. Tra le prime l’infarto acuto del miocardio intervenuto da oltre 48 ore, l’angina instabile, lo scompenso cardiaco in fase acuta. Tra le seconde ipertensione arteriosa severa e non controllata, tachicardia ventricolare o tachicardia sopraventricolare, bradicardia severa.












