Avvocati mantovani per il No: “Difendiamo autonomia della magistratura e diritti dei cittadini”

MANTOVA – La tutela del cittadino come obiettivo primario, insieme alla volontà di non snaturare la Costituzione e di preservare l’autonomia della magistratura. Sono queste le ragioni che hanno portato alla nascita del Comitato di Avvocati per il No al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.
Il Comitato si è costituito a Mantova e si è presentato oggi per illustrare pubblicamente la propria posizione. All’incontro hanno preso parte gli avvocati Paolo Antonini, Maddalena Grassi, Francesco Magnoni, Giovanni Manca e Maria Cristina Tarchini; fanno inoltre parte del gruppo Giorgio Bassi, Claudio Terzi, Annamaria Peschiera e Marisa Bedotti.

«La riforma è onerosa e viola in parte i principi costituzionali – ha esordito Maddalena Grassi – poiché la tutela del cittadino passa anche, e soprattutto, attraverso un sistema giudiziario efficiente. Tutto questo è assicurato solo garantendo i diritti di ciascuno davanti a una magistratura realmente indipendente e autonoma dagli altri poteri».
È stato inoltre sottolineato come la riforma non affronti i problemi concreti della giustizia, non incidendo né sulla durata dei procedimenti né sulla prevenzione degli errori giudiziari. Al contrario, secondo il Comitato, i costi aumenterebbero a causa dello sdoppiamento del Csm e dell’introduzione dell’Alta Corte disciplinare. Su questo punto è intervenuto Giovanni Manca, evidenziando il «rischio concreto che venga minata l’indipendenza della magistratura e l’equilibrio tra i poteri».

Riguardo alla separazione delle carriere, gli avvocati ne hanno messo in dubbio l’utilità, ricordando che tale possibilità esiste già e che sono pochissimi i magistrati che vi fanno ricorso. «Non è questo il vero fulcro della riforma», è stato osservato nel corso dell’incontro. Si è discusso anche delle criticità legate al nuovo meccanismo di selezione di una parte dei componenti del Csm, che prevede un sorteggio a partire da una lista di nomi predisposta dalla maggioranza governativa. «Il nostro No – ha precisato Francesco Magnoni – non ha una connotazione politica, ma mira a tutelare il cittadino, perché la riforma consentirebbe di modificare composizione e funzionamento del Csm con semplici leggi ordinarie anche in futuro. Affidarsi a un sorteggio condizionato dalla maggioranza è un rischio reale».
Paolo Antonini ha infine richiamato l’importanza di non intervenire sulla Carta costituzionale in modo da alterarne gli equilibri: «Gli organi della magistratura rappresentano l’essenza della democrazia. I padri costituenti, reduci dall’esperienza dei “tribunali speciali”, definirono queste norme per garantire il bilanciamento dei poteri e una tutela rigorosa dei diritti individuali; modificarle sarebbe profondamente ingiusto».
Nel corso della presentazione, gli avvocati hanno quindi espresso una netta contrarietà alla riforma, ritenuta “un cambiamento calato dall’alto e privo di un adeguato confronto parlamentare, capace – a loro avviso – di compromettere l’equilibrio tra i poteri dello Stato a danno dei cittadini”.

Elisabetta Romano